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Pisapia-Moratti: la cronaca del sorpasso in un video di 8 minuti

Il governo è stato battuto per 5 volte in aula alla Camera nelle prime votazioni alla ripresa dei lavori dopo le elezioni amministrative (VAI ALLO SPECIALE). 4 volte sulle mozioni che riguardano la situazione nelle carceri e 1 volta sulla mozione relativa alle bombe a grappolo.

Mozioni carceri - E' passata in aula prima una mozione del Fli su cui il governo aveva dato parere contrario con 264 sì e 254 no. Poi in altre tre votazioni il governo è andato sotto.
La prima su una parte della mozione del Pd, approvata nonostante l'esecutivo fosse contrario; la seconda su una parte della mozione del Pdl, bocciata anche se il governo era favorevole; la terza su una parte della mozione dell'Idv, approvata con il no del governo. In questi ultimi tre casi l'opposizione si è imposta con uno scarto di almeno 12 voti.

Bombe a grappolo - L'ordine del giorno di Di Stanislao, deputato Idv, è passato con soli tre voti di scarto: in favore hanno votato 267 deputati, mentre 264 sono stati i voti contrari e 2 gli astenuti. Il testo, ha poi spiegato lo stesso Di Stanislao, "impegna il governo a valutare l'opportunità di fare maggiori controlli sull'operato degli intermediari per contrastare il finanziamento della produzione" di bombe a grappolo e "ripristinare l'elenco delle singole autorizzazioni rilasciate dalle banche". Il deputato, che su questo ha presentato da
tempo una sua proposta di legge ha criticato la decisione del governo di ratificare la convenzione "senza introdurre alcun controllo gli istituti bancari". Così come è stata approvata, ha aggiunto, "questa ratifica non ci onora".

L'opposizione: il governo è in crisi - "Beh, in buona salute non sta...". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato il risultato dei lavori in Aula. Analisi, questa, che trova d'accordo anche l'Idv: "Si vedono i primi effetti dello tsunami di domenica e lunedì: dopo la botta elettorale la maggioranza evapora anche in Parlamento", ha dichiarato il capogruppo a Montecitorio, Massimo Donadi.

Bossi: non fatevi illusioni - Ma a rassicurare la tenuta del governo ci pensa il Senatur Umberto Bossi. Non ci sono rischi per l'esecutivo, dichiara. Poi, torna sulle amministrative e a proposito del ballottaggio a Milano, si dice certo di vincere. "Non fatevi illusioni, non perdiamo - dichiara - Di certo non ci faremo trascinare a fondo e comunque non perderemo al secondo turno".

Assenze in Aula - Sull'esito delle quattro votazioni per le mozioni carcere in cui il centrodestra è stato battuto alla Camera, ha pesato l'assenza di molti deputati della maggioranza, compresi 25 tra ministri e sottosegretari. In Aula al momento della prima votazione, sul testo di Futuro e libertà, c'erano 522 deputati: 264 hanno votato sì e 254 no, mentre quattro sono stati gli astenuti. Non hanno partecipato al voto, tra assenti e in missione, 40 deputati del Pdl, 7 della Lega Nord e 14 dei Responsabili. Secondo i tabulati, 40 deputati in tutto erano in missione: 26 del Pdl (per la maggior parte ministri e sottosegretari), 5 della Lega (compresi i ministri Umberto Bossi e Roberto Maroni, e il capogruppo Marco Reguzzoni), tre del gruppo misto (tra cui la sottosegretaria Daniela Melchiorre) 2 dei responsabili (tra cui il sottosegretario Bruno Cesario), 5 del Pd e per l'Udc solo Rocco Buttiglione che però presiedeva la seduta.
Nell'elenco dei 67 assenti figurano invece 16 deputati del Pdl (tra cui il vicepresidente del gruppo Massimo Corsaro), 12 dei responsabili (tra cui il ministro Saverio Romano, Massimo Calearo, Francesco Pionati e Maria Grazia Siliquini), 2 della Lega (tra cui il sottosegretario Daniele Molgora), 10 del gruppo misto (fra cui Italo Tanoni e Luca Barbareschi, e due esponenti dell'Mpa), 10 di Fli (tra i quali Italo Bocchino, Andrea Ronchi), 14 del Pd e 3 dell'Udc. L'unico gruppo con il 100 per cento di presenti è stato l'Idv. I quattro astenuti sono i due deputati delle minoranze linguistiche i e due deputati del Pdl Marcello De Angelis e Luigi Vitali.

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