AMMINISTRATIVE 2011

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(in fondo al pezzo i video sulle Amministrative di Milano)


"Io credo che da Milano debba partire una fase nuova del centrodestra". Queste le prime parole del sindaco uscente Letizia Moratti, che in una breve conferenza stampa a mezzanotte commenta i dati delle elezioni di Milano che danno il candidato di centrosinistra Giuliano Pisapia in netto vantaggio. E pensare che la speranza del centrodestra era vincere al primo turno.
"Dobbiamo fare una riflessione sul voto - aggiunge Letizia Moratti - Deve ripartire una nuova fase che sia in grado di riaggregare quelle forze che in questa fase non si sono sentite rappresentate". E poi rilancia la sfida per il ballottaggio: "E' una fase nuova. E’ una nuova campagna elettorale".
Se di errori si può parlare, il sindaco uscente li attribuisce tutti alla campagna elettorale. "Io credo si sia parlato poco di programmi di cose concrete. Avremmo dovuto parlare di più della città. Forse questo ha pesato. Questo voto ci indica che da Milano deve ripartire una fase nuova del centrodestra".
Poi aggiunge: Non ho sentito nessuno, né Bossi né Berlusconi. Ho passato una serata in famiglia".

Questa volta la scaramanzia a Letizia Moratti non è servita. Ha fatto come cinque anni fa: stesso comitato, alla fondazione Cariplo di via Romagnosi dove si festeggiò la vittoria del 2006, stessa giornata passata in famiglia (in quest'occasione con la figlia Carlotta e la nipote Anastasia) nell'attico con vista sulle guglie del Duomo.
Visto che "questo voto è sicuramente un segnale forte, da domani va fatta una riflessione profonda sulle cause". A dire la verità, il sindaco uscente un paio di idee le ha già, anche se nella conferenza stampa ha detto di non dare colpe a nessuno. Ha però ripetuto che serve "una fase di riconsiderazione per l'unificazione di tutte le forze di centrodestra". Un messaggio a "elettori e certamente partiti" (a partire quindi da Fli e Udc) che non a tutti nella coalizione piace. La componente di An certo non ha intenzione di fare accordi con i finiani e la Lega non vede di buon occhio l'Udc.  Ma Maurizio Bernardo, responsabile Pdl della campagna elettorale, in giornata ha sottolineato che "si faranno apparentamenti mentre gli altri hanno sparato le loro cartucce".
Nessun riferimento al premier che ha trasformato il voto in città in un test nazionale su se stesso. Resta da vedere se il premier, con il calo di preferenze (ben lontane dalle 53 mila incassate nel 2006) si impegnerà per il secondo turno.
"Da Milano - ha concluso Moratti, seduta a fianco del sottosegretario Laura Ravetto e degli assessori Mariolina Moioli e Giovanni Terzi - deve ripartire una fase nuova, politica, del centrodestra in grado di raggruppare tutte le forze moderate e produttive".