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(in fondo al pezzo i video sulle Amministrative 2011)

"Grazie", sono queste le parole con le quali il neo sindaco (GUARDA QUI LO SPOGLIO DEI DATI IN DIRETTA) di Torino Piero Fassino apre la sua conferenza stampa.  "Da domani sarò al lavoro per definire il progetto per il futuro di Torino per il prossimo  decennio". L'ex segretario dei Ds ha aggiunto che "l'impegno è dare ai cittadini di questa città  una guida solida, autorevole, forte, che sia all'altezza delle aspettative torinesi". "Nel realizzare da subito questi obiettivi - ha concluso - sono sicuro che potrà contare, come è stato fino qui, sul sostegno, sulla partecipazione e l'affetto dei tanti torinesi che accompagnandomi in questo viaggio mi permetteranno di compierlo in modo più agevole ed  efficace".
Alla fine, dunque, l'ultimo villaggio di Asterix del centrosinistra non ha tradito e Torino ha incoronato Piero Fassino sindaco con plebiscito che sfiora il 57%. Questa vittoria segna il ritorno di Fassino nella città dalla quale è partita la sua carriera politica, dal primo gradino di segretario cittadino del Pci nel 1983 e lo lancia verso una nuova sfida: quella di guidare la crescita della sua 'Gran Torino". Hanno pagato la competenza e l'umiltà con cui l'ex ministro, ultimo segretario dei Ds e cofondatore del Pd ha affrontato la sfida per la successione di Sergio Chiamparino. In campagna elettorale non si è risparmiato, percorrendo 11 mila chilometri e partecipando a 780 iniziative politiche, mentre il suo comitato elettorale promuoveva 1400 appuntamenti. "Sarò il sindaco di tutti i torinesi, sia di chi mi ha votato, sia di chi ha ritenuto di fare scelte diverse", ha affermato il vincitore questa sera, circondato da un tifo da stadio nella sede del suo comitato elettorale. E quando più tardi Fassino si è affacciato al balcone del Municipio insieme a Chiamparino è stato di nuovo tifo da stadio con la gente che gridava "Piero - Piero". In citta' la gioia del mondo del centrosinistra, rimasto con il fiato sospeso fino all'apertura delle urne, e' esplosa fra grida di incitamento e sventolare di bandiere.
All'insegna del fair play sabaudo, cifra di questa campagna elettorale sotto la Mole, Fassino ha ringraziato non solo "i torinesi che con il loro voto hanno dato a queste elezioni il senso di una partecipazione democratica straordinaria" ma anche i suoi undici competitori. A partire dal suo principale sfidante Michele Coppola, candidato del centrodestra, che ha sportivamente chiamato il vincitore per congratularsi.

Ma parlando della politica nazionale, Fassino ha lanciato la sua stoccata: "questo voto amministrativo - ha detto - non resterà senza conseguenze, Berlusconi ha voluto politicizzarlo e adesso qualche conseguenza dovrà pur trarla. La straordinaria conferma per il centrosinistra a Torino e l'ancora più clamoroso risultato di Milano, insieme a tanti altri Comuni del Nord, dicono che sta cambiando nel profondo lo scenario politico del Nord e dell'Italia".

Domani comincia per Fassino la nuova sfida del governo di una città. Il suo disegno è quello che tante volte ha illustrato durante la campagna elettorale: continuare l'opera avviata dal predecessore, puntando a completare il processo di cambiamento avviato dalle giunte di centrosinistra a Torino, una volta "elaborato il lutto della crisi manifatturiera". La Gran Torino che ha in mente Fassino è quella dell'innovazione, del lavoro, delle sfide del futuro senza dimenticare le radici del passato, la solidarieta' e i valori che l'hanno fatta capitale in passato e che ora dovranno essere coniugati per continuare a farne una grande città europea.

Di segno opposto il clima che si respira nel quartier generale di Michele Coppola, il principale avversario di Fassino in queste elezioni, anche se il candidato del Pdl mostra ottimismo. "Un torinese su tre mi ha votato. E' un risultato molto bello, un'esperienza positiva. Ho 38 anni e una vita davanti" dice il giovane candidato. "E' stata una bella campagna elettorale - spiega - nella quale ho cercato di portare temi che mancavano nell'agenda. Ho giocato una partita importante, sono dispiaciuto del risultato, ma mi considero fortunato". Coppola ammette di avere sperato nel ballottaggio: "Nelle ultime settimane ho sperato che ci fossero quindici giorni di campagna elettorale in più, sarebbe stata una bella occasione. I torinesi hanno preferito Fassino, bisogna dargliene atto". Nessuna polemica con il partito: "Io ringrazio tutti, politici, candidati che si sono spesi in questa campagna elettorale. Per fare le analisi ci sarà  tempo". Quanto ai voti tolti dall'omonimo Coppola alla guida di una lista civetta, l'esponente del Pdl è critico, ma fa anche una battuta: "Se avessi saputo, avrei chiamato mio figlio Domenico".