AMMINISTRATIVE 2011

LE DICHIARAZIONI: - Pisapia - Moratti - Lettieri - Fassino Bersani - Di Pietro - Casini - Formigoni - Santanchè - Capezzone - Verdini - Enrico Letta - De Magistris - Podestà - Castelli e Calderoli

LE GALLERY: I festeggiamenti  di Pisapia - di De Magistris - di Fassino - La delusione di  Letizia Moratti - Le prime proiezioniI tweet dei candidati - La stampa estera - l'Album

IL FOCUS:
su Milano - su Napoli - su Torino -

PROVINCIALI : I DATI IN TEMPO REALE - L'ARTICOLO

LE STORIE: Milano, Berlusconi dixit: primo turno o sarà il mio funerale - Gallarate, la Lega corre da sola. E perde - Latina, il flop fasciocomunista -

"Dobbiamo ragionare davanti a dati definitivi. Quello che mi sembra certo è il dato del ballottaggio". Sono queste le prime parole di Roberto Formigoni, di fronte al risultato che si va profilando nelle elezioni comunali di Milano (SEGUI QUI LO SPOGLIO IN TEMPO REALE). "Se restano queste distanza - dice a SkyTG24 il governatore della Lombardia - è chiaro che il risultato di del centrodestra sarebbe largamente al di sotto delle aspettative. Credo che alla fine ci sarà un riequilibrio tra i due candidati".

Di fronte all'ipotesi che Pisapia e Moratti debbano affrontare un secondo turno, però, Formigoni pensa che "il ballottaggio è la soluzione più razionale prevista. Nel 2006 Letizia Moratti vinse le elezioni con il 51%, ma allora a sostenerla c'erano anche l'Udc e Fli". Il dato che dovrebbe preoccupare il centrodestra, secondo il governatore della Lombardia, è se ci si dovesse trovare a fine serata sotto il 46% dei consensi. In quel caso "ci sarebbero delle criticità da analizzare con attenzione. E' chiaro che noi al ballottaggio vogliamo vincere."

Sui motivi di questo stop, Formigoni sembra abbastanza sicuro. "Ci sono stati degli errori di comunicazione da parte dell'amministrazione comunale di Milano che ha fatto molte più cose buone di quanto i milanesi abbiano visto. Per esempio l'Expo, è la preparazione di un grande evento per il 2015, cose che per ora non si vedono, non si sentono e non si toccano." Inoltre, aggiunge Formigoni "dobbiamo pensare che è un periodo di crisi economica che tutti i governi europei stanno pagando da un punto di vista elettorale". Il lavoro del Pdl sarà ora cercare di recuperare quel 6/7% di voti studiando "grande attenzione questi dati per capire il segnale che gli elettori milanesi ci hanno mandato".