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di Alberto Giuffrè e David Saltuari

E' Chorus Line, ma il testo suona un po' diverso ("Anke sol a little for dispett we are gay") e prende ironicamente le distanze dalle ultime uscite del premier. La firma è ormai quella nota, in rete, di Sora Cesira e il video rischia di diventare il nuovo fenomeno virale sul web. Certo, non l'unico. Per esempio: sapete che differenza c'è tra la retorica filosofica di Nichi Vendola e le creazioni letterarie di Alfonso Luigi Marra? Secondo un celebre blogger nessuna. E chi sono gli "anziani che dicono di avere una relazione stabile per uscirne puliti" che fondano un gruppo su Facebook? E' la satira al tempo del web, bellezza. Che prende strade molto diverse a seconda delle occasioni. Per esempio gli autori di Brinda con Papi a suo tempo avevano lanciato un'idea e aspettato poi che fosse "l'intelligenza collettiva" del web a rispondere.
E sarà la peculiarità della situazione attuale italiana o il gene dell'irriverenza tipico dei nostri connazionali, ma a fare la parte del leone sono i temi politici.
In rete poi si possono trovare la geniale intuizione del dilettante, che magari crea un gruppo su Facebook dal titolo fulminante e poi lo lascia vivere di vita propria, e il filmato professionale che viene condiviso da migliaia di persone su Facebook (è il caso di Elio e le storie tese, ma anche di Beautiful lab, anche se in questo caso non si tratta proprio di satira).  Sky.it è andata a vedere chi c'è dietro alcuni dei video di satira politica di maggior successo sul web.

La Sora Cesira - "Arcore's Night", ovvero il caso Ruby cantato in un inglese maccheronico sulle immagini e le musiche di Grease. Il video è diventato un fenomeno clamoroso: più di "Aggiungi un posto all'Atac", parodia della parentopoli del sindaco di Roma Gianni Alemanno e più del "We are the world for Polverini", altro successo virale dedicato al caos liste durante le elezioni regionali.
Dietro queste creazioni c'è La Sora Cesira, musicista di 43 anni, molti dei quali passati a comporre colonne sonore e jingle per la televisione. Un lavoro che la costringe a nascondersi dietro un nick name sia per paura di problemi sul lavoro sia perché "non voglio che la mia parte più cazzara prevalga su quella seria", dice scherzando al telefono con Sky.it. "Non ero sicura di postare 'Arcore's night' - racconta - perché sembrava eccessivo. Avevo scritto il testo e poi insieme a una persona che lavora con me avevamo trascorso un pomeriggio a ridere registrando il tutto. Dopo qualche giorno mi sono ritrovata a casa con l'influenza e ho deciso di pubblicarlo. Nel giro di poche ore ho notato che c'era qualcosa di anomalo nel traffico del mio blog, le visite continuavano a crescere". Adesso che è entrata a far parte del team degli Sgommati, il programma di satira politica in onda su Sky UNO la Sora Cesira rischia di diventare una professione. "Non credo, ma sono contenta che inizi questa nuova avventura perché il successo del video è arrivato in un momento un po' particolare con poco lavoro".
La storia della Sora Cesira mostra però come dietro questi fenomeni non ci siano per forza persone che trascorrono le giornate in rete davanti al computer: "Non sono una grande smanettona di Youtube - conclude Sora Cesira - e non ho studiato montaggio video: per realizzare le mie parodie uso iMovie, un programma molto semplice, e suono il pianoforte. Come faccio per lavoro".

Tolleranza Zoro - Della generazione YouTube è il capostipite. Diego Bianchi, in arte Zoro, oggi è un fenomeno di Internet ("a dirlo però fa ridere" dice), tra i pochissimi in Italia a essere riuscito a passare dal social network alla televisione. La sua Tolleranza Zoro, saga a episodi sul Pd nata su YouTube si è conquistato uno spazio all'interno di "Parla con me", il programma tv di Serena Dandini. Lui ha iniziato nel lontano 2003 con le video recensioni del Grande Fratello. "Ero andato a Milano a una specie di congresso mondiale di videoblogger. Io e un altro eravamo gli unici italiani. Mi sono detto: proviamo". La cosa funziona talmente bene che, nel 2007, quando nasce il Partito Democratico Diego Bianchi (un'antica militanza nella Figc alle spalle) prova a raccontare anche quest'altro "reality". Il successo è travolgente. All'epoca Diego è ancora responsabile editoriale di Excite, ma presto quella che era un'attività collaterale diventa il suo impegno a tempo pieno ("certo, prima avevo un contratto e ora lavoro a partita iva, ma non mi lamento").  E anche se ormai i suo video vanno (anche) in televisione, il modo di lavorare resta sempre uguale: "Faccio tutto a casa - spiega -  Riprendo tutto con la mia normale videocamera e monto sul mio computer. Per fare un video di 12 minuti ci metto 4/5 giorni. Per il materiale d'archivio filmo spesso direttamente dalla televisione. L'ho trasformato in una mia cifra stilistica, anche perché non saprei come trasferire i video dal Mysky al computer".

Inception made in Italy - Si chiamano Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi. Hanno rispettivamente 25 e 24 anni, sono di Matera e si sono laureati a luglio dell'anno scorso a Roma. E proprio grazie a un regalo di laurea, una nuova telecamera, hanno dato vita a "Inception Berlusconi", parodia del film di Cristopher Nolan che viaggia verso le 900 mila visualizzazioni su Youtube. Nel finto trailer l'espediente narrativo della pellicola (innestare un'idea nella mente di una persona) viene applicato al presidente del Consiglio. "Abbiamo impiegato una settimana per realizzare il tutto", spiega Giancarlo Fontana. "Il difficile è stato ripercorrere il trailer originale cercando di fare le stesse inquadrature e gli stessi dialoghi. Non abbiamo speso un euro, gli attori sono tutti nostri amici".  I due giovani in passato avevano realizzato altri cortometraggi tra l'ironico e il demenziale ma la svolta è arrivata a dicembre 2010: "Con 'Inception' siamo riusciti a toccare le corde giuste, erano i giorni in cui in parlamento si votava la fiducia e il Governo rischiava di cadere". E per il futuro? Giancarlo e Giuseppe vorrebbero trasformare la passione per i video in un lavoro. Dopo il successo di dicembre hanno realizzato uno spot per Sky. E adesso stanno già pensando alla loro prossima opera.

Lost in Berlusconi - Nei giorni più caldi del caso di Noemi Letizia il tormentone su YouTube diventa Lost in Berlusconi, un video in cui gli sceneggiatori di Lost cercano di giustificare in maniera logica la presenza del premier alla festa della diciotenne di Casoria. Dietro all'operazione si nasconde la Kook Artgency, società di comunicazione non convenzionale. Spiega Andrea Natella, direttore creativo del progetto: "All'epoca, soprattutto sulla rete americana, era pieno di video che ironizzavano sugli sceneggiatori di Lost alle prese con situazioni irrisolvibili. L'affaire Noemi ci sembrava complesso come i misteri dell'Isola". Rispetto ai tanti video che si trovano in rete, realizzati con materiali rimontati, Lost in Berlusconi è invece una vera e propria produzione originale.  "Noi facciamo comunicazione e ci sembrava meglio fare questo video piuttosto che metterci sulle pagine gialle" spiega Natella. "Per realizzarlo ci abbiamo messo una settimana (il bugdet però resta un mistero ndr), grazie anche al contributo a titolo gratuito di tanti". Il successo è tale che in rete si chiede un sequel dedicato a Patrizia D'Addario. "Molti ora ci chiedono una nuova puntata su Ruby, ma è difficile tenere il livello alto come nei precedenti episodi". Il riscontro sul web è stato ottimo, meno a livello di business. "Informalmente abbiamo ricevuto molti complimenti, ma il mondo produttivo italiano purtroppo è impermeabile ai successi della rete" spiega Natella. A differenza di quella anglosassone. Kook Artgency, infatti, ha ceduto i diritti di un altro progetto (This Man) alla Ghost House di Sam Raimi. Che ne farà un film diretto da Bryan Bertino.

Otto per mille - "Con l'otto per mille alla Chiesa cattolica avete fatto tanto. Mo' basta però". Il più anticlericale dei fenomeni di Youtube non poteva che venire da Livorno. Riprendendo toni e ritmo del classico spot realizzato dalla chiesa cattolica, Emiliano Pagani e Daniele Caluri, due autori di fumetti, creatori del personaggio di Don Zauker (Caluri disegna anche per Dylan Dog e Martin Mystere), hanno realizzato uno spot che elenca tutti i motivi per i quali non bisognerebbe più finanziare il Vaticano. Il filmato, costruito sulla falsariga di quello vero della Chiesa Cattolica ("ma ci siamo fatti fare un tema musicale apposta, non si sa mai" spiega Caluri) ha raccolto oltre 500mila visualizzazioni. "Il testo lo abbiamo scritto in un'ora, il video girato in un pomeriggio coinvolgendo amici e parenti e montato in due dopo cena" racconta Caluri, che, insieme a Pagani, appare alla fine del finto spot vestito da prete. "Volevamo semplicemente mettere su carta, anzi su video, tutto quello che viene in mente quando vediamo lo spot della Chiesa Cattolica". Il successo li ha presi un po' in contropiede: "Sapevamo che il nostro pubblico lo avrebbe apprezzato, ma siamo andati decisamente oltre il nostro bacino". Il video, nato come attività collaterale per il personaggio di Don Zauker, personaggio del Vernacoliere (ma ora titolare di una testata propria), è stato realizzato praticamente a costo zero: "Lo abbiamo girato con una nostra videocamera e montato sui nostri computer".