Stretta sulla prostituzione nel pacchetto sicurezza
6 novembre 2010
I quotidiani in edicola dedicano l’apertura alle norme varate in Cdm: espulsione per gli stranieri comunitari non in regola e foglio di via per le lucciole. L’opposizione: provvedimenti demagogici e ipocriti. E torna sul caso Ruby. LA RASSEGNA STAMPA
"Ora possiamo cacciare i rom" titola il quotidiano il Giornale. "Doppia morale. Via le prostitute dalle strade. E le escort di Lusso?" scrive l'Unità.
Sono queste due delle aperture dei quotidiani di sabato 6 novembre (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA). Due modi completamente diversi di raccontare la stessa notizia: l'approvazione nel Cdm di venerdì 5 novembre del secondo pacchetto sicurezza del governo Berlusconi. Giro di vite sulla prostituzione in strada, espulsione per gli stranieri comunitari non in regola, pugno di ferro contro gli ultras violenti, liberalizzazione dell'accesso alla rete wi-fi, potenziamento dell'Agenzia per i beni sequestrati alle mafie. Queste le norme approvate.
Stretta sulla prostituzione - Foglio di via per le prostitute che esercitano per strada. Questa una delle norme contenute nel pacchetto varato dal Cdm. "I sindaci adottano molte ordinanze, ma spesso non sono efficaci perché non c'è il necessario collegamento con le forze di polizia che dovrebbero dare attuazione a quelle ordinanze. Noi prevediamo ora che il prefetto disponga il concorso delle forze di polizia per assicurare l'attuazione delle ordinanze. E' una norma che consentirà di aumentare il livello di sicurezza nelle città". Queste le parole del ministro Maroni. In questo ambito, ha proseguito, "prevediamo la possibilità di applicare il foglio di via, per chi, violando le ordinanze dei sindaci, esercita la prostituzione in strada". In proposito, Berlusconi ha rilevato che, "avendo constatato che il reato di prostituzione che noi avevamo introdotto alcuni mesi fa non ha fatto progressi in Parlamento, abbiamo deciso di riprendere quella norma e di inserirla in questo pacchetto".
In piena bufera Ruby ed escort, il Consiglio dei ministri approva così un nuovo pacchetto sicurezza che introduce il reato di prostituzione. Il premier Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha spiegato che è stato ripreso il ddl Carfagna fermo da tempo in Parlamento. L'opposizione, però, insorge.
L'opposizione: ma mi faccia il piacere - Sarcastica la reazione dell'opposizione. "Berlusconi - secondo il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando - non ha alcun titolo morale e alcuna credibilità quando afferma di voler lottare non soltanto contro la mafia e la corruzione ma, adesso, anche contro la prostituzione. Ma siamo seri, il grande Totò sicuramente esclamerebbe, come noi dell'Italia dei Valori esclamiamo: 'Ma ci faccia il piacere"'. Ricorre all'ironia anche Donatella Poretti (Radicali). "Se non fosse una cosa terribilmente seria - osserva - ci sarebbe da morir dal ridere! Sono impazziti? In pieno conflitto di interessi si autodenunciano e si creano un reato contro se stessi? Evidentemente no. Le ragazze dei giri di Berlusconi si chiamano escort, quelle per strada si chiamano prostitute e solo per quelle si prospetta il reato". Maroni, fa eco Livia Turco (Pd), "vuole espellere le prostitute di strada? E cosa ci dice invece di quelle che lavorano nelle case di lusso? Il ministro si dimentica che le prostitute che sono sulle strade spesso sono vittime del racket e degli sfruttatori. Esiste una norma a tutela di queste persone, peccato che il governo non la applichi". "Il Governo ha approvato la norma antiprostituzione nel pacchetto sicurezza, ci vuole un coraggio da leoni" ha dichiarato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini,
Ecco le norme contenute nel pacchetto di sicurezza:
Sicurezza negli stadi - Il titolare del Viminale ha illustrato le misure, contenute in un decreto legge ed in un disegno di legge. Nel primo ci sono norme contro la violenza negli stadi (il ripristino dell'arresto in flagranza differita per i tifosi responsabili di violenze, sulla scorta delle riprese video, nonché il rafforzamento del ruolo e delle tutele per gli steward), il potenziamento dell'Agenzia per i beni confiscati tramite l'autofinanziamento (si potranno così, ha annunciato Maroni, aprire nuove sedi a Milano, Palermo, Napoli e Bari); la tracciabilità dei flussi finanziari e la sicurezza urbana.
Espulsioni - Un punto del ddl particolarmente caro a Maroni è quello che introduce l'espulsione dei cittadini comunitari. La direttiva Ue sulla libera circolazione, ha ricordato, "prevede che se un comunitario vuole risiedere stabilmente in un Paese deve soddisfare certi requisiti (lavoro, reddito, abitazione). La violazione della direttiva non è però sanzionata. Noi introduciamo una sanzione: prima l'invito ad allontanarsi, il mancato rispetto del quale porta all'espulsione per motivi di ordine pubblico". Su questo il ministro non teme stop da Bruxelles. "Abbiamo mandato preventivamente la norma - ha fatto sapere - al commissario europeo Cecilia Malmstrom per sapere se è d'accordo. Ricordo comunque che, al di là delle polemiche, l'Italia non ha avuto alcuna censura da parte della Commissione europea riguardo le politiche sull'immigrazione".
Wi-fi libero - Infine, altra misura di impatto è l'abolizione dei paletti per l'accesso alla rete wi-fi. "Nel 2005 - ha ricostruito il ministro - il decreto Pisanu aveva introdotto forti restrizioni alla possibilità di connettersi liberamente alle reti wi-fi. Mi sono confrontato con il responsabile antiterrorismo israeliano e sono arrivato alla conclusione che si possano abolire le restrizioni, mantenendo tuttavia adeguati standard di sicurezza. Dall'1 gennaio non ci sarà dunque bisogno di registrarsi con la fotocopia del documento di identità per connettersi in rete".
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