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Obbligo rettifica per blogger. Grillo: "Qual è il problema?"

In un'intervista a Sky.it il comico genovese si dice d'accordo con la norma introdotta nel ddl intercettazioni. E parla di "fastidiose proteste" sulla legge bavaglio: "E' l'ipocrisia dell'informazione imbavagliata da 20 anni"

29 luglio, 2010
Obbligo rettifica per blogger. Grillo: "Qual è il problema?"

di Serenella Mattera

“Sono perfettamente d’accordo sul principio. E’ giusto che se una persona scrive una cosa errata, dia la possibilità di una smentita o di una parziale correzione. Ma io questo sul mio blog già lo faccio senza che ci sia una legge”.
Il blogger più famoso d’Italia, Beppe Grillo, risponde alle domande di Sky.it sulla norma inserita nella legge sulle intercettazioni, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per i siti che non provvedano a una rettifica entro 48 ore. Una disposizione che potrebbe anche non entrare mai in vigore: dopo il probabile slittamento dell'approvazione a settembre, Silvio Berlusconi potrebbe infatti decidere di "ritirare" l'intera "legge bavaglio", considerata ormai troppo morbida. Ma se così non fosse, se l'obbligo di rettifica per i blogger diventasse legge, Beppe Grillo a sorpresa non unirebbe la sua voce a quelle di chi dal Web e nelle piazze ha lanciato l'allarme per una possibile limitazione alla libertà della Rete. Anzi.

Ritiene che anche i blogger abbiano il dovere di rettificare?
Se uno mi mostra che una cosa che ho scritto è sbagliata e vuole una rettifica, io la faccio. Non ho bisogno di una legge che me lo imponga. Vero è che forse 48 ore sono un po’ poche. Ma il diritto di rettifica è insito per chi fa un lavoro di comunicazione. Non capisco il problema.

Dalla Rete è partito un allarme perché i blogger amatoriali, coloro che non fanno comunicazione di professione, potrebbero essere penalizzati. Magari un ragazzo non aggiorna il suo blog personale per una settimana e rischia di vedersi sanzionato per una rettifica che qualcuno gli ha chiesto mentre era off-line.
Questo forse è l’unico punto da correggere: invece di 48 ore, bisogna forse dare una settimana di tempo. Ma io non ho nessun problema a dire che condivido il principio della rettifica.

Non ha nessun problema anche se la norma è inserita in quella che viene definita una “legge bavaglio”?
Ma guardi, se va a vedere chi adesso protesta contro quella legge, scoprirà che sono le stesse persone che hanno firmato la legge bavaglio di Mastella durante il governo Prodi. Una legge che più o meno nell’anima era la stessa. Qui stiamo parlando di un’informazione imbavagliata da vent’anni, che fa finta adesso di scandalizzarsi per una legge bavaglio. Ma quando mai c’è stata la libertà di stampa in Italia? Sono due decenni che non c’è più. Gli editori di giornali sono la Confindustria, le banche, gli imprenditori: basta vedere Rcs-Corriere della Sera o il gruppo Espresso di De Benedetti. Ma stiamo scherzando? Sono veramente fastidiose queste proteste. E’ ipocrisia. E’ la grande ipocrisia dell’informazione che c’è oggi.

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