di Serenella Mattera

Nel curriculum ufficiale l’esperienza televisiva al fianco di Emilio Fede non compare. Ma il nuovo assessore alle Pari opportunità, alle Politiche giovanili e alla Cooperazione internazionale della provincia di Napoli, Giovanna Del Giudice, la qualifica di “meteorina” proprio non riesce a scrollarsela di dosso. E le rovina la festa di una nomina che a soli 26 anni la introduce alla politica dalla porta principale. Perché in queste ore non solo gli avversari, ma anche alcuni colleghi di partito lo mormorano o lo dicono a chiare lettere, che la giovane assessora è l’ennesima “papi girl” che assurge agli onori delle amministrazioni campane, dopo essere stata, peraltro, bocciata dalle urne. E così circola una domanda maligna: “Chi sarà la prossima, Noemi Letizia?”.

Ma andiamo con ordine. Del Giudice è uno dei tre nuovi assessori nominati dal presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Un rimpasto di giunta che ha creato strascichi politici, con l’Udc che ha ritirato i suoi uomini, dopo aver lamentato di non essere stata consultata. Ma neanche i problemi interni alla maggioranza hanno potuto offuscare la notizia dell’esordio della avvenente Giovanna. Originaria di San Sebastiano al Vesuvio, l’assessore alle Pari opportunità è una laureanda in giurisprudenza con tesi in diritto comunitario. Responsabile marketing dell’azienda di famiglia e presidente dell’associazione ambientalista Pollice azzurro, vicina al Pdl, partito di cui anche sul proprio profilo Facebook Del Giudice dà mostra di essere grande sostenitrice. In passato assistente parlamentare di Maria Rizzotti, Enzo Ghigo e Gilberto Pichetto Fratin. E, naturalmente, “meteorina”, ossia presentatrice del meteo nello studio del Tg4.

Del Giudice risulta essere una delle giovani che Silvio Berlusconi l’anno scorso avrebbe voluto candidare alle europee, prima che l’ormai ex moglie Veronica Lario insorgesse contro il “ciarpame senza pudore” che nelle file del Pdl stava facendo strada. A marzo di quest’anno, ad ogni modo, ha avuto la sua opportunità: inserita nelle liste del Popolo della libertà alla regione Campania. Ma il risultato è stato piuttosto deludente: penultima del suo partito, con 4166 preferenze. Peggio di lei ha fatto solo Emanuela Romano, già presidente del club “Silvio ci manchi” e aspirante candidata alle europee. Ebbene, Romano due mesi fa è diventata assessore nella città di Castellammare di Stabia. Del Giudice, dopo un’attesa leggermente più lunga, esordisce adesso in Provincia, dove ritrova un’altra pupilla del premier, Francesca Pascale, fondatrice del club “Silvio ci manchi” eletta in consiglio provinciale, dove ha una delega ai grandi eventi, e anche impiegata al ministero dei Beni culturali. Tutti tasselli che alimentano un’accesa polemica politica.

“Meglio un sorteggio pubblico che le meteorine assessori”, tuona il verde Francesco Borrelli. E dal Pd, la presidente campana Maria Grazia Pagano: “Prevale la concezione della donna immagine, del ‘velinismo’ applicato alla politica, del casting piuttosto che del merito. Eppure conosco tantissime donne del Pdl, da Clorinda Boccia Burattino a Rosellina Russo, che potevano tranquillamente occupare quel ruolo con maggiore competenza e autorevolezza”. Ma le parole più pesanti sono quelle di Marina Lanna, presidente del circolo Generazione Italia “Donna Napoli” (vicina a Gianfranco Fini, dunque), che ha dichiarato guerra alla “discriminante politica di impostazione ‘veliniana’” del suo partito. “Dobbiamo smetterla – sottolinea – di accettare passivamente questa perversa logica politica che premia unicamente i requisiti fisici o l’immagine e non le competenze. E mi chiedo: a quando la prossima nomina politica per Noemi Letizia?”.

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