E venne l'ora di Gògol. Non Gogol', come il grande autore delle Anime morte, ma Gògol, il motore di ricerca. Per Silvio Berlusconi, infatti, è questa la pronuncia di una delle più note aziende della Silicon Valley, fondata nel 1998 da due (allora) imberbi studenti dell'Università di Standford. E, come capitato in passato anche ad altri politici (per esempio Rutelli), immediato è scattato il tormentone su Youtube.

Durante la conferenza congiunta con il leader egiziano Hosni Mubarak, il presidente del Consiglio ha suggerito alle imprese italiane di sfruttare le potenzialità del sito per "conquistare i mercati mondiali". "Ci sono per esempio Google e gli altri strumenti tecnologici offerti da Internet - ha detto il premier - che possono aiutare le piccole e medie aziende, senza avere presenze fisiche sul posto, a far conoscere i loro prodotti in tutto il mondo".

Lo scivolone linguistico arriva qualche giorno dopo l'annuncio dell'imminente sbarco su Facebook del premier. "Non sa navigare" ha ammesso uno degli spin-doctor del presidente del Consiglio, ma capisce “fino in fondo le potenzialità di Internet”.

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