Il presidente del Consiglio attacca anche i giudici: "Non abbiamo magistrati di destra. Conosco magistrati di sinistra che usano la giustizia a fini politici". Il presidente di Agcom Calabrò: bisogna sempre rispettare le garanzie procedurali
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Il pm, che ha arrestato l'ex
vicepresidente della Giunta regionale pugliese
Sandro
Frisullo, "è un magistrato vero, non di destra: non abbiamo
magistrati di destra; non ne conosco. Conosco magistrati di
sinistra che usano la giustizia a fini politici".
Queste le parole di Silvio Berlusconi nel corso della
presentazione del libro "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio". Dopo la conferenza al termine del Cdm il premier aveva gia parlato di "questa giustizia, pericolo per la democrazia".
Guarda i video dell'intervento di Berlusconi.
Il presidente del Consiglio torna dunque ad attaccare i giudici, parla della riforma della giustizia e interviene anche sulla recente i
nchiesta della procura di Trani nella
quale
risulta indagato e che riguarda pressioni per sospendere
alcune trasmissioni Rai.
Il presidente del Consiglio ha confermato di avere parlato con il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò, per chiedergli un intervento sui
programmi tv. Ma ha poi aggiunto che il garante gli avrebbe riferito di non
avere una maggioranza in commissione per potere intervenire.
Berlusconi ha ricordato che in Agcom non esiste una
maggioranza favorevole al centrodestra perché un commissario,
l'ex sottosegretario dell'Udc Gianluigi Magri (che il Cavaliere
non ha comunque mai citato esplicitamente), non vota con gli
altri esponenti dell'Authority espressione del centrodestra.
"Ho parlato con il presidente di quella autorità, che mi ha
detto: è indegno, bisogna intervenire ma non abbiamo la
maggioranza", ha detto Berlusconi facendo riferimento ad un suo
colloquio con Calabrò.
Berlusconi ha poi aggiunto: "C'è l'uomo dell'Udc che se non
riceve ordini da Casini non vota insieme a noi". Il presidente
del Consiglio ha anche detto che non c'è nulla di cui scandalizzarsi
sulla spartizione partitica dei commissari dell'Agcom.
Non è tardata ad arrivare la replica di Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom. "All'osservazione del presidente
Berlusconi che si trattava di cose indegne e che la maggioranza
c'era, ho replicato che anche sulle 'cose indegne' bisognava
rispettare le garanzie procedurali, e che le maggioranze sono
variabili come dimostrato dagli esiti delle votazioni nei mesi
decorsi in cui si è assistito a cambiamenti di orientamenti,
in entrambe le direzioni, rispetto a precedenti atteggiamenti".
In una
nota, diffusa nella serata del 19 marzo, Calabrò ha spiegato che "nell'Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni non partiamo da giudizi
preconcetti su chicchessia. Non ho mai rifiutato a priori di
valutare le questioni che venivano segnalate da qualsiasi parte
purché nei modi appropriati. Ho precisato in tutte le
circostanze che non possiamo effettuare interventi 'ex ante'.
Gli interventi 'ex post' sono possibili e doverosi, ove ne
ricorrano i presupposti ma vanno svolti con procedimenti
garantistici che passano anche attraverso votazioni dei Collegi
in cui prevale la maggioranza".
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