Suonerie per cellulari e "padanine". Mazzi di carte da gioco con la foto del candidato e calendari del duce. Tra i gadget elettorali c'è anche spazio per i cappellini verdi di Luca Zaia che secondo il centrista De Poli sono "made in China"
Cosa non ci si inventa per essere eletti. Questo e anche altro, pur di emergere dall’indistinto mare magnum dei candidati alle prossime amministrative. Tanti, tantissimi. Migliaia in tutta Italia. Si sfidano con il tradizionale porta a porta. Arringano piazze cittadine e agorà virtuali. Ma soprattutto, danno mostra di credere nella fantasia al potere, per declinare secondo schemi nuovi i soliti vecchi riti.
Ma restando in area gadget, non solo internet riserva sorprese.
Polemiche sono piovute sul candidato laziale Luigi Celori (Pdl, ex An), per un calendario del duce regalato a un incontro elettorale (ma per iniziativa, si è difeso, di un gruppo di suoi sostenitori). Mentre il leghista lombardo Fabio Binelli distribuisce un Alberto da Giussano gonfiabile e delle salviettine con lo stemma della Lega, chissà se con allusione alle recenti inchieste giudiziarie e alle proprie “mani pulite”.
Niente, però, al confronto con la potenza di fuoco schierata in Veneto dal ministro Luca Zaia: due milioni di pieghevoli da inviare alle famiglie, 10 mila mazzi di carte da gioco “trevisane” con la foto del candidato riprodotta sul verso e 250 mila bustine di gel disinfettante. Oltre ad adesivi di tre formati, notes con biro, torce al led, felpe e lecca lecca verdi alla menta. «A quando la scarpa sinistra prima del voto e quella destra dopo?» ha polemizzato lo sfidante di centrosinistra Giuseppe Bortolussi.
Mentre il candidato di centro Antonio De Poli rileva con malizia che i cappellini verdi distribuiti dal candidato risultano “made in China”, con non poca incoerenza da parte di chi, da ministro dell’Agricoltura «si spacciava per testimonial dei prodotti a chilometri zero». Risposta del portavoce di Zaia: «Le rifiniture sono state lavorate in Veneto: quindi, nessun mistero».
E intanto, per fare propaganda, si macinano chilometri.
I ragazzi del Movimento a cinque stelle di Beppe Grillo, in Veneto, hanno formato una “carovana di mezzi attrezzati con megafoni, cartelloni, bandiere e biciclette”, per informare sullo scempio che si fa del fiume Po. Mercedes Bresso, in Piemonte, si è dotata di “Bresso bus” e Rocco Palese, in Puglia, di furgoncini.
In Campania, Stefano Caldoro viaggia “sulle onde della libertà ”, con un aliscafo che toccherà da nord a sud i porti della Regione: i candidati del Pdl, per l’occasione “marinai”, saranno raggiunti nell’ultima tappa dal “capitano” Berlusconi.