Il disegno di legge dà la possibilità a premier e ministri di privilegiare gli impegni di governo rispetto alle convocazioni nei procedimenti giudiziari. Un ok che arriva con il voto di fiducia tra urla, grida e proteste. FOTO E VIDEO
Durante le dichiarazioni di voto finali i senatori del Pd hanno sventolato una copia della Costituzione,
mentre in mattinata quelli dell'Idv si erano seduti per terra in aula di fronte ai banchi del governo con la
Costituzione in mano.
(LE
FOTO DELLA CONTESTAZIONE)
Per il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, si tratta di una legge perfettamente
compatibile con la Carta "che non cancella i processi, ma ne prevede una diversa scansione temporale
in modo da renderli compatibili con l'attività di governo".
Prima dell'ok definitivo, l'esecutivo ha ottenuto dal Senato la fiducia su ciascuno dei due articoli del
ddl, per aggirare l'ostruzionismo dell'opposizione, centrando l'obiettivo di creare un nuovo scudo contro i
processi per Berlusconi prima delle elezioni Regionali.
Due sono i processi con Berlusconi imputato nei quali potrebbe applicarsi questa legge. Il primo è
quello sui presunti fondi neri Mediaset che è stato rinviato al 12 aprile; il secondo è lo stralcio
del processo Mills, dove Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari e che dovrebbe riprendere
il 26 marzo.
In entrambe le udienze i legali del presidente del Consiglio potrebbero far slittare di sei mesi i
processi, opponendo il legittimo impedimento del loro assistito.
Contro il disegno di legge ha votato anche l'Udc, che pure aveva proposto la normativa sul legittimo
impedimento come "male minore" rispetto al ddl sul "processo breve", in polemica con la decisione
della maggioranza di allargare lo scudo ai ministri e di far scattare il legittimo impedimento del premier
sulla base di una semplice autocertificazione di Palazzo Chigi.