Lista Pdl nel Lazio, bocciata anche dalla Corte d'Appello
Berlusconi: contro di noi sopruso violento. E annuncia una manifestazione in piazza per difendere il diritto al voto, la democrazia e la libertà . I legali del Pdl ricorrono al Consiglio di Stato
La lista del Pdl per la Provincia di Roma,
presentata lunedì presso l'ufficio elettorale del tribunale di
Roma, non è stata ammessa alle prossime elezioni regionali.
La decisione è arrivata al
termine di una lunga riunione, cominciata attorno alle 9 di mattina e terminata dopo le ore 20. La scelta dell'ufficio elettorale è stata notificata al presidente del
XIX municipio Alfredo Milioni che è arrivato al tribunale
accompagnato dall'onorevole Marco Marsilio e dal coordinatore
romano del Pdl, Gianni Sammarco.
I legali del partito, intanto, pensano al ricorso. "Stiamo lavorando per predisporre
l'appello al Consiglio di Stato". Così hanno commentato la decisione dell'Ufficio elettorale.Â
Subito dopo la notizia dell'esclusione della lista, dal Pdl è giunta prima una nota per annunciare una
conferenza stampa di Berlusconi, che in questi giorni era sempre rimasto in silenzio sulla vicenda, mercoledì a Roma alle 12 alla sede del partito, poi un comunicato, tratto da un video del premier, dai toni
molto forti e rivolto ai cosiddetti "Promotori della Libertà " del Pdl.
"Come sapete, ha spiegato Berlusconi secondo quanto riferito dalla nota, si è cercato di
estrometterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella città di Roma e nella sua provincia. Vogliono
impedire a milioni di persone di votare per il Popolo della Libertà ".
"E' un sopruso violento e inaccettabile, che in parte abbiamo respinto. A Milano, sia pure con un
ritardo di una settimana, la nostra correttezza è stata pienamente riconosciuta", ha aggiunto.
"A Roma, invece, abbiamo subìto una duplice ingiustizia", ha detto ancora Berlusconi, affermando
che ai rappresentanti del Pdl fu "impedito" di presentare la lista e che il Tar ha "completato l'opera".
Il premier, rivolgendosi ai "promotori" ha poi detto che convocherà "una grande manifestazione
nazionale per difendere il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e le nostra libertà ", ma
senza specificare date.
Nel testo di Berlusconi non si fa accenno alla successiva esclusione della lista avvenuta martedì sera, dunque è ipotizzabile che il premier abbia pronunciato il suo discorso prima.
Lunedì il Tribunale amministrativo del Lazio ha dato parere negativo a un precedente ricorso del partito di
Berlusconi contro l'esclusione della lista, spiegando in sostanza che il decreto del governo non si poteva
applicare alla legge elettorale, che è decisa dalla Regione Lazio, e che comunque mancava la
documentazione necessaria.
Il Tar, contro la cui decisione il Pdl ha già annunciato ricorso al Consiglio di Stato, entrerà poi nel
merito del ricorso il 6 maggio, data per cui è stata fissata una nuova udienza, anche se elezioni
regionali sono fissate per il 28 e 29 marzo.
Nel frattempo, non sembra aver sortito l'effetto sperato il "dl interpretativo" varato dal Consiglio dei
ministri lo scorso 5 marzo
E lo scontro tra maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra si è fatto però
incandescente.
Marco Pannella, storico leader radicale, ha chiesto il rinvio delle elezioni, a cui partecipa un'altra
importante esponente radicale, Emma Bonino, in qualità di candidata presidente del centrosinistra nel
Lazio.
Ma il Pd ha già bocciato la proposta.
"Come volevasi dimostrare - ha commentato invece Antonio Di Pietro, leader dell'Idv - hanno emanato un
decreto dannoso per la credibilità delle istituzioni ed inutile. Infatti, dove era possibile le liste sono state
riammesse senza bisogno di alcun decreto, invece, dove non era possibile, nulla poteva e può
cambiare il corso degli eventi".
"Speriamo che questa batosta sia servita loro da lezione", ha concluso l'ex magistrato.