Caos liste, blogger di destra a Pdl: "volevate una sveglia?"
In rete i sostenitori del Popolo della libertà riconoscono un'eccessiva severità dei giudici, ma concordano tutti su un punto: non è giusto che questo movimento trasferisca altrove colpe che sono solo nostre. E ancora: "Pasticcioni"
“Poche scuse”. “Pasticcioni”. “I responsabili stanno dentro
e non fuori dal Pdl”. “Il grande bordello”. “Volevate una sveglia?”. “Analisi
di una campagna elettorale disastrosa”. Ci si potrebbe fermare ai titoli,
impietosi. Nulla nascondono, infatti, della disapprovazione, lo sdegno,
l’irritazione che circola tra i blogger di centrodestra. Perché pur ammettendo
alcuni un’eccessiva severità dei giudici, pur ritenendo altri necessario
battersi affinché le liste nel Lazio e in Lombardia siano riammesse alla competizione
elettorale, si trovano tutti d’accordo su un punto: la responsabilità del caos
in cui si trova in questi giorni il principale partito italiano, è dello stesso
Pdl. Nessun alibi.
La vetrina del malcontento è l’aggregatore di blog di
centrodestra Tocqueville.it. E la rassegna è numerosa. Simone Bressan, coordinatore provinciale a Udine
del movimento giovanile del Pdl “Giovane Italia”, parte all’attacco di “una classe dirigente che di democratico ha ben poco” e
di “liste e listini che vedono inseriti a forza amici, parenti, amici degli amici”.
“Sì, fateci votare – ironizza Phastidio.net - Abbiamo fretta, noi in Lombardia, di votare il “listino del Presidente”, e
poter meritocraticamente contribuire ad eleggere come nostri rappresentanti
igieniste dentali e massaggiatori, che hanno messo la freccia e bruciato il
cursus honorum”.
“Non è giusto che milioni di persone non possano barrare il
simbolo del Pdl – ammette Bressan - ma non è nemmeno giusto che questo
movimento cerchi l’ennesimo alibi per autoassolversi, per trasferire altrove le
colpe che sono nostre e soltanto nostre”. E mentre i Conservatori liberali
accusano di una “superficialità disarmante” i “pasticcioni” del Pdl, Rdm20 parla “dell’autogol più clamoroso della storia d’Italia, ovviamente
dopo l’Unità e il licenziamento di Lippi dopo i mondiali 2006” . Critico anche il magazine Libertiamo.it, diretto dal deputato Pdl Benedetto
Della Vedova: “È ormai evidente a chiunque che i responsabili dei pasticci
stanno dentro e non fuori dai partiti che ne subiscono le conseguenze” e “di
certo non si potrà trovare una soluzione giudiziaria o extragiudiziaria
denunciando un complotto inesistente”. Ma anche chi nota un certo accanimento dei giudici nei confronti del Pdl, ci
tiene a precisare: “L’ipotesi del decreto è un’infantile stupidata”.
Le regole sono regole, sottolineano i blogger di destra. E secondo Davide Giacalone è “da respingersi con forza” l’appello affinché i giudici guardino alla
sostanza piuttosto che alla forma, soprattutto da parte di chi “da lunghi anni”
si batte proprio “contro la magistratura sostanzialista, per cui la forma è
cavillo e il compito del giudice consiste nel far trionfare la sostanza”.
Così alla fine si torna a puntare il dito contro le colpe
del partito di Berlusconi, che, con una metafora di Giova,
“come Carolina Kostner alle Olimpiadi di Vancouver, ha peccato di
superficialità e presunzione, sentendosi già vincitore e scivolando su una
lunga serie di banalissimi errori”. Solo i liberal conservatori lucani, riescono a intravedere un risvolto positivo in tutta questa vicenda: si
“rivelerà un bene”, sostengono, perché darà “una sveglia” al Pdl, i cui
elettori “sono molto più avanti di chi li sta rappresentando in questo
momento…”.