I titoli di apertura quotidiani italiani sono dedicati al caos delle liste Pdl in Lazio e Lombardia. Ma a fare notizia è anche lo stop ai talk show di approfondimento politico della Rai.

Su Repubblica l’intervista a Michele Santoro: “Berlusconi lo ha capito da tempo: ormai c'è un rapporto diretto tra opinione pubblica e leader. Ma i cittadini cambiano idea, danno il consenso e lo tolgono. Per questo ha bisogno di mettere alla telecamera una calza senza smagliature, di costruire un racconto della realtà che non intacchi l'immagine del capo. Non sono ammesse trasmissioni che pongono interrogativi, sollevano dubbi, spiegano che l'inceneritore di Napoli non funziona o che all'Aquila c'è qualche problema".

Ma per Bruno Vespa è proprio l’informazione in stile Santoro a provocare lo stop decretato dal Cda di Viale Mazzini: “Berlusconi ha fondato un partito che ha la Libertà nel suo nome. Non lo dimentichi mai. Detto questo, fin dai tempi dell’editto bulgaro, ho sempre difeso il diritto di Santoro ad andare in onda, ma mi rifiuto di credere che senza le violazioni di Annozero in Italia non ci sia libertà di stampa”.