La manifestazione del 5 dicembre 2009, a Roma, sanciva la nascita del movimento auto-costituitosi in rete. Adesso, nel "Libro viola" (Baldini Castoldi Dalai editore) uno dei promotori, Gianfranco Mascia, rievoca quella giornata. LEGGINE UN ESTRATTO
di Gianfranco Mascia
Ma torniamo a noi, al 5 dicembre e a quella piazza che
si sta gradualmente animando e che fa crescere in noi la
carica di adrenalina.
Organizziamo il
servizio di accoglienza, preferiamo
chiamarlo così perché
servizio d’ordine ci piace poco. Sono
ragazze e ragazzi che fin dalle prime luci del mattino si
sono posizionati in punti strategici per guidare i manifestanti
fino a piazza della Repubblica. Poi ci sono quelli
che animano e compattano la testa del corteo, scandendone
la velocità.
Verso le 11.30 vado verso piazza della Repubblica per
controllare la situazione: la zona dove c’è il grande striscione
viola di apertura con la scritta «Berlusconi dimissioni» è già invasa dai grillini romani – quelli dei meetup
promossi da Beppe Grillo nella capitale – che si sono resi
disponibili ad aiutarci nel servizio di accoglienza, così
come i ragazzi e le ragazze di Action e quelli de «I Mille» del Pd.
Vedi? Questa è una delle cose che abbiamo imparato
rapidamente nell’organizzare questa manifestazione: chi
c’è organizza, si prende in carico un pezzetto della logistica
o di qualsiasi altra cosa ci sia da fare e l’autogestisce,
collegandosi con gli altri pezzi di organizzazione. Tanti
nodi interconnessi tra di loro che si sentono parte della
medesima rete permeata dal comune sentire, in questo caso
la condivisione della richiesta di dimissioni dell’
uomo nuovo.
Chi non c’è si tira fuori, legittimamente, ma poi
non può rivendicare niente.
Io continuo a fare la spola tra una piazza e l’altra con
attaccata sul manubrio dello scooter la bandierina di carta
del No B-Day realizzata dal gruppo di Ivrea, che ha
pensato di condividerla con tutti i partecipanti distribuendone
migliaia durante la manifestazione.
Alle 12.30 piazza della Repubblica è già piena e il corteo
si organizza per la partenza. Secondo gli accordi, in testa
c’è il grande striscione viola con lo slogan della manifestazione
«Berlusconi dimissioni» e dietro molti gruppi
territoriali che si preparano nella maniera più eterogenea
e variegata possibile.
Ciascuno esprime la propria specificità
dando sfogo alla fantasia.
La testa del corteo è un mosaico monocromatico:
sciarpe, foulard, striscioni, bandiere, tuniche, pullover o
altri capi di colore viola. La creatività spinge molti manifestanti
a indossare parrucche viola, o a innalzare cartelli
scritti a mano che chiedono con frasi ironiche all’
uomo
nuovo di tornare a casa.
Più indietro i segmenti di corteo delle associazioni e
dei partiti, mischiati ancora insieme a cappelli, fazzoletti,
drappi, calzini, persino alle pettorine dei cani e agli ombrellini
delle carrozzine, tutti rigorosamente viola.
Io arrivo accompagnato da Emanuele Toscano alle
14.15, facciamo fatica a entrare nella piazza. Voglio percorrerlo
tutto, il corteo che, spinto dalla massa di persone
che vorrebbero entrare nella piazza ma non riescono, è
partito con 10 minuti di anticipo.
Attraversiamo la folla e cado in una specie di trance da
felicità. Sembro impazzito, continuo a ripetere ad alta voce
«che bello», «che bello». E infatti il corteo è veramente
spettacolare e originale.
Un corteo variegato in cui – come ha descritto molto
bene Luca Telese – «ogni spezzone è una testa, esattamente
come se si trattasse di tante finestre di una open source
LINUX aperte su uno schermo, come una surfata su google
da una parola chiave all’altra agende rosse-antimafia-giovani-
sud-Borsellino, ma anche manette-sfottò-parodia-cavaliere,
ma anche scuola-democrazia-Costituzione-Pertini».
È proprio vero che questo corteo somiglia a un sistema
aperto, in cui ciascuno può contribuire a crearne un
pezzettino, dando un apporto al risultato finale secondo
le proprie competenze. O come un enorme social
network dove puoi navigare, saltando da una pagina a
un’altra, seguendo le parole chiave che ti interessano
maggiormente, riaggregandole poi secondo le tue preferenze.
Ogni spezzone della manifestazione rappresenta
tutte le sfaccettature dell’antiberlusconismo e tutte le sue
conseguenze.
© 2010 Baldini Castoldi Dalai editore S.p.A. - Milano. Tutti i diritti riservati
Tratto da Gianfranco Mascia, Il libro viola, Baldini Castoldi Dalai editore,pp. 144, euro 12
Gianfranco Mascia, giornalista freelance,
blogger ed esperto di comunicazione web. Fondatore dei comitati BOBI (BOicotta il BIscione). è stato uno dei promotori dei Girotondi. Negli ultimi anni ha fornito consulenze alla comunicazione politica ed è tra gli organizzatori del No Berlusconi Day.
Ha scritto
Cento bugie per cento giorni,
Vademecum della Bugia. Da Stalin a Berlusconi, e
Qualcosa di Sinistra. Intervista a Nanni Moretti.
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