di Raffaele Mastrolonardo

Il deputato più presente? Remigio Ceroni del Popolo della libertà. Eletto nelle Marche, ha partecipato a 5387 sedute della Camera su 5398, una percentuale del 99,80 %. Il più fannullone? Antonio Gaglione, Gruppo Misto, che si è visto dalle parti di Montecitorio solo in 427 occasioni, nemmeno una volta su 8.  Ma sedere sui banchi non basta, conta anche quello che poi si fa in aula. E quando si tratta di lavorare nessuno può competere con Gabriella Carlucci che dall'inizio della legislatura ha co-firmato ben 835 disegni di legge (tanto per avere un'idea, il secondo si ferma a 222). Per la serie lo stakanovismo non ha limiti, la deputata ha anche stabilito il record di atti firmati in un solo giorno: 241, dieci all'ora. E' accaduto il 24 novembre scorso; in quelle frenetiche 24 ore l'ex presentatrice televisiva ha preso la testa della classifica dei parlamentari più attivi e non l'ha più lasciata.

A regalarci informazioni e statistiche di questo tipo sugli eletti è il sito OpenParlamento.it, nato per monitorare l'attività dei nostri rappresentanti.
Voti espressi, atti presentati, interrogazioni, posizioni su proposte di legge chiave, dichiarazioni pubbliche e chi più ne ha più ne metta, curiosità comprese. Per esempio, l'indice di ribellione, ovvero la tendenza a votare contro le indicazioni del proprio gruppo. In questa classifica dell'autonomia di pensiero (o dell'infedeltà, a seconda dei punti di vista) vince Furio Colombo (Pd). In ossequio all'anima disobbediente dei suoi amati anni '60, l'ex direttore dell'Unità e attuale editorialista del Fatto in 448 occasioni si è espresso in senso differente rispetto alle indicazioni di partito. Nessuno, tra Camera e Senato, è riuscito a fare meglio di lui. La più vicina, la collega Elisabetta Zamparutti, si è fermata a 368.

E' di oggi, poi, il lancio del “Confrontometro”, strumento che permette di mettere a confronto l'attività di due parlamentari. Basta scegliere il nome di due deputati e cliccare su ok per visualizzare un elenco dettagliato con tutte le preferenze espresse nelle “votazioni-chiave”, e cioè le più importanti della legislatura. Oltre all’indice di attività, al numero delle assenze e di “voti ribelli”, viene generato anche un grafico che rappresenta in maniera visiva le somiglianze (o le differenze) tra i due parlamentari. Un ottimo aiuto se alle prossime elezioni non sapete proprio chi scegliere e volete chiarirvi le idee su due pretendenti.
Mentre risale a qualche mese fa il “Rappresentometro”, servizio che permette agli utenti registrati di “votare” gli atti presentati e di scoprire, sulla base dei voti effettivamente espressi, a quale deputato o senatore si è politicamente più vicini. “E' una specie di test – dice Vittorio Alvino, tra i fondatori del sito – dimmi come voteresti e ti dirò a chi sei più affine”.

Poco di quello che accade tra Montecitorio e Palazzo Madama sfugge all'occhio indagatore di Open Parlamento. Anche la prestazione della Carlucci, che le è valsa una menzione orgogliosa sul sito del Pdl ha destato qualche perplessità tra i gestori del  sito, pronti a far notare come i 241 disegni di legge firmati a tempo di record fossero stati presentati dai colleghi nelle prime due settimane della legislatura, dal 29 aprile 2008 al 13 maggio 2008. La circostanza rende un po' meno limpido il comportamento della deputata lasciando spazio al sospetto che dietro tanta solerzia ci sia anche un gran desiderio di esibirsi. E' anche per combattere deviazioni di questo tipo che OpenParlamento.it ha deciso di coinvolgere i parlamentari nella definizione di un indice di attività che premi effettivamente i meriti e scoraggi le “furbate” (sarà per questo che la Carlucci non ha ancora risposto al sondaggio?).

OpenParlamento.it è il migliore esempio italiano di una tendenza che sta prendendo piede in tutto il mondo e applica la natura disvelante della rete al monitoraggio della politica. Lo fa in Gran Bretagna TheyWorkForYou, il decano europeo del genere, e negli Stati Uniti la galassia di siti finanziati dalla Sunlight Foundation. Iniziative come OpenCongress.org, analogo americano di OpenParlamento.it, OpenSecrets.org, che monitora l'influenza del denaro sulla politica americana, FollowTheMoney.org, che permette di visualizzare in efficaci mappe i finanziamenti ricevuti dai politici a livello statale, o il più giocoso CapitolWords.org, che offre una rappresentazione delle parole chiave utilizzate nel dibattito congressuale.

Ma tutta questa esposizione fa bene alla politica? Qualcuno ne dubita. A cominciare da Lawrence Lessig, il guru del cyberdiritto, che recentemente ha scritto un saggio intitolato Against transparency in cui parla di “patologica trasparenza della tecnologia” che rischia di minare ulteriormente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Dal canto loro, quelli di OpenParlmamento.it continuano imperterriti per la propria strada.


TABELLA
La classifica dei Ddl co-firmati

n. 835  Gabriella                     CARLUCCI
n. 222  Marco Giovanni                REGUZZONI
n. 184  Emerenzio                     BARBIERI
n. 176  Giuseppina                    CASTIELLO
n. 176  Salvo                         TORRISI
n. 162  Paolo                         VELLA
n. 160  Francesco                     DIVELLA
n. 153  Enzo                          RAISI
n. 149  Roberto                       SPECIALE
n. 147  Giampiero                     CATONE
n. 145  Aldo                          DI BIAGIO
n. 145  Antonio                       RAZZI
n. 142  Donato                        LAMORTE