Regionali, tutti sul web: la campagna ora si fa online
Wallpaper, canali Youtube, valanghe di tweets. La Rete ha fatto irruzione nella battaglia per conquistare i vertici delle Regioni italiane: da Formigoni a Penati, da Bonino a Polverini, quasi tutti i candidati si affidano ormai a Internet
13 febbraio, 2010
I due sfidanti per la presidenza della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e Filippo Penati
Wallpaper, canali Youtube, valanghe di tweets. E poi reclutamento on-line di volontari, programmi elaborati in modalità Wiki. La Rete ha fatto irruzione nella battaglia per conquistare i vertici delle Regioni italiane, conquistando cuore e menti dei politici e dei loro strateghi. Finito il tempo dei manifesti? Archiviata la par condicio televisiva? Sicuramente no. Ma i candidati pare si siano accorti che i pixel viaggiano più veloce della carta e che una tv su misura, seppure web, allontana l’incubo dei minuti contati. Hanno scoperto che lo spazio di internet è capace allo stesso tempo di fungere da palco di un comizio permanente e da luogo di contatto diretto con gli elettori, come nelle più incisive campagne porta a porta. Anche a livello locale, insomma, sembra arrivato il tempo della politica 2.0.
«Sono molto lontani i tempi in cui ho stabilito il record dei comizi: ben 28 in un giorno. Allora, per le europee del 1984, dovevo contare sulla forza delle mie corde vocali. Adesso mi affido anche alla Rete». Parola di Roberto Formigoni (Pdl), che per la quarta conferma alla guida della Lombardia dispiega online le forze di un personalissimo impero mediatico, dotato di radio (Radioformigoni.it), tv (“You Formigoni”), rivista (“FORnews”) e anche mini-sondaggi sui temi della politica. Ma la sfida sul Web con Filippo Penati (Pd), che pure dispone di un sito ricco di contenuti, si gioca soprattutto sul terreno dei programmi elettorali. Penati propone dieci punti e chiede una mano a meglio definirli, per farne “il nostro grande progetto collettivo per la Lombardia di domani”.
Formigoni lascia carta bianca agli internauti e sollecita un libero contributo di idee, che - promette - saranno “prese in considerazione”.
Nel vicino Piemonte, intanto, Roberto Cota (Lega) e Mercedes Bresso (Pd) usano la Rete per reclutare forze per la rispettiva campagna. Al sito, naturalmente verde, in cui propone programma e agenda, ma anche banner di ogni dimensione con cui i sostenitori possono pubblicizzare su Internet la candidatura, Cota ne aggiunge un secondo per il reclutamento dei volontari sul territorio. Mentre la presidente uscente Bresso raccoglie donazioni e volontari direttamente dalle pagine del suo sito. Dove dà ampio spazio alle cose fatte e agli impegni per il futuro, e presenta anche i “Magazzini Bresso”, un locale nel cuore di Torino che si trasformerà per il tempo della campagna elettorale in un quartier generale animato dai giovani.
Altrove c'è chi brilla, almeno per ora, per assenza. Il candidato del Pd Giuseppe Bortolussi, in Veneto, non oppone un sito personale alla verdissima pagina del leghista Luca Zaia, che, da ministro dell'Agricoltura, sfoggia anche una sezione di news in inglese.
In Campania è invece il candidato del centrodestra, Stefano Caldoro (Pdl) a non contrapporre un proprio dominio a quello del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (Pd). Che sul suo sito, dove si nota la mancanza di simboli di partito, ha pubblicato anche una “nota informativa” sulle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto e che rischiavano di precludergli il sostegno dell'Italia dei valori. In Toscana, intanto, è ancora in allestimento la pagina web di Monica Faenzi (Pdl), mentre Enrico Rossi (Pd) già recluta i sostenitori per una campagna-web combattuta a suon di banner, gif animate e widget. In Emilia Romagna, infine, Anna Maria Bernini (Pdl) non ha neanche un sito da opporre ai due di Vasco Errani: uno istituzionale, da presidente uscente della Regione, l'altro da candidato.