Secondo il pentito Forza Italia sarebbe "il frutto della trattativa tra Stato e mafia". Berlusconi indignato. Condanna da Pdl e Casini. Capezzone: scartato Spatuzza, ci riprovano con Ciancimino. Finocchiaro: non colpiamo la legislazione sui pentiti
Le parole del figlio del sindaco mafioso di Palermo hanno sollevato un vero polverone politico.
Secondo il presidente della
Regione siciliana Raffaele Lombardo si tratta di una fesseria: "Se ne leggono di tutti i colori, mi
pare onestamente che si sia esagerato parecchio. Che Forza
Italia sia nata dall'accordo Stato-mafia è una fesseria di
dimensioni notevolissime".
Attacca anche il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. "Hanno tentato con Spatuzza, con la grottesca tesi del
Berlusconi artefice degli attentati e delle bombe di mafia: ma
la cosa è stata liquidata dall'opinione pubblica come
meritava, e cioè come un'infamia. E allora - continua Capezzone - bruciato Spatuzza,
ritentano con Ciancimino. Ma già la surreale giornata di ieri
(tra accuse inverosimili e improvvise "stanchezze") mostra che
siamo dinanzi ad una bufala. E gli italiani la archivieranno
come tale. Poi, però ammonisce - non ci si
sorprenda se la credibilità di alcuni magistrati".
Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl al Senato, solleva invece la questione della credibilità dei pentiti.
"Il Popolo della libertà ha varato dure
norme contro la mafia e continuerà su questa strada anche con
un codice unico antimafia. Resta poi il problema, sul quale è legittimo discutere, di più attente verifiche alle procedure
dei processi ed alle menzogne che alcuni presunti pentiti o
collaboratori di giustizia seminano nei tribunali. Le
dichiarazioni di Ciancimino figlio sono farneticanti e non
meriterebbero nemmeno una replica. Sono tese solo a mantenere
una parte del patrimonio mafioso accumulato dalla famiglia
Ciancimino. Si diceva anni fa, in omaggio all'eroe civile,
'Meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino'.
I Ciancimino di nuove generazione confermano che quella frase
era giusta. La magistratura deve fare controlli attenti per
evitare che la calunnia ostacoli la vera lotta alla mafia che
il centrodestra sta conducendo".
Immediata la replica di Angela Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. "La magistratura vaglierà le
dichiarazioni di Ciancimino, avrà elementi per verificarle e
fare riscontri. Ho appreso che il Presidente del Consiglio ha
già querelato Ciancimino per le dichiarazioni che ha fatto.
Credo che la sindacabilità delle dichiarazioni di Ciancimino
non sia materia che appartiene alla politica. Lasciamo fare ai
magistrati che hanno la competenza, la professionalità ,
l'equilibrio, la saggezza e l'indipendenza per farlo".Â
E, facendo riferimento al ddl Valentino aggiunge:Â
"Voglio mettere però subito in guardia da un rischio che
vedo sempre incombente quello di andare, per esempio con l'approvazione delle norme
previste dal disegno di legge Valentino, alla modifica della
legislazione sui pentiti (che ricordo essere nata con i
processi di terrorismo e che ha aiutato molto) e alla
sterilizzazione dello sforzo giudiziario straordinario nei
confronti della mafia che ha registrato grandi successi, come
sempre ci ricordano i ministri Maroni, Alfano e il Presidente
Berlusconi".
Alla polemica politica si aggiunge in ultima istanza anche la voce di Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, che chiede di essere ascoltato dalla Procura di Palermo sulla questione legata alla nsciata di Forza Italia.
"Si tratta - spiega Sgarbi - di episodi che ho annunciato in
articoli recenti, relativi a delle conversazioni avute con il
padre Vito Ciancimino su rapporti tra politica e mafia".