di Nicola Bruno

Cosa fare ora? Da dove ripartire? E, soprattutto, cosa siamo? Un partito? Assolutamente no. Piuttosto, un movimento di "intelligenza collettiva" con due punti fermi ("non fonderemo mai un partito"; "non dobbiamo disperderci") e un tratto identitario forte: il viola.
Smaltita l'euforia del giorno dopo per la riuscita della manifestazione romana, si riparte proprio dal colore dell'onda che ha travolto l'Italia lo scorso fine settimana. "Popolo Viola" si chiama infatti il nuovo gruppo nato su Facebook per raccogliere l'eredità del No-B Day. A pochi giorni dalla creazione riunisce già oltre 90 mila utenti.

Certo, i dubbi sono tanti ("Come continuare, come tradurre quest’onda spontanea di partecipazione democratica in effettivo contributo per il Paese?"), le certezze poche, e spesso autoreferenziali ("La risposta a questa domanda non è ancora scritta da nessuna parte o, meglio, è scritta dentro ciascuno di noi e in tutti assieme"). Ma non si può far svanire tutto nel nulla: bisogna definire un "Manifesto" che per ora ha pochi paletti fissi, sempre all'insegna dell'anti-berlusconismo: "I valori da porre al centro sono la dignità delle persone, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento del lavoro, la legalità, il senso critico dei saperi, della conoscenza, dell’informazione e della Rete: per un Paese moderno, vivo, dinamico, finalmente libero dal modello regressivo del berlusconismo".

Nella sterminata galassia viola, c'è chi prova a metterla più sul pragmatico, elencando le iniziative da mettere in campo: "Petizioni, manifestazioni, bombardamento a una telelvisione o un programma televisivo per richiedere che si faccia luce su un argomento specifico, querele collettive, boicottaggi fulminei di massa".  Ma siamo sempre nell'ambito del metodo, mai del merito. Altri hanno fatto propria la lezione dei movimenti estemporanei del passato e, per superare la "sindrome girotondina", propongono un "meeting, per la divisione in comitati e per stabilire i punti intorno ai quali fa ruotare il movimento. Non si deve fare la fine dei girotondini. Noi cerchiamo di girare intorno a qualcosa di concreto". Si, ma cosa?

Andrea ha un'idea: "Produciamo un TG-viola quotidiano che affronti con energia e trasparenza le principali notizie della giornata, politiche e non, con conduttore e eventualmente servizi esterni e interventi realizzati da blogger". Annunziato propone il "Giorno della Verità" per "proiettare video che dimostrino le falsità profilateci ogni giorno dalle TV". Gianfranco una "viol@zione" il prossimo 19 dicembre per la giornata "No ponte dello stretto". Papero preferisce la strada della protesta gandhiana: "Un sit-in permanente davanti a Montecitorio armati dei nostri striscioni e dei nostri volantini dove chiediamo ovviamente le dimissioni e il processo per il nostro amato presidente B". Oppure il boicottaggio delle società che "ingrassano" Mediaset. Non solo Berlusconi, comunque: nel mirino c'è anche il Partito Democratico, spiega Antonella: "Dobbiamo schierarci anche contro il Pd apertamente perchè sono tali e quali al Pdl se non addirittura peggio visto che stanno all'opposizione".

Al di fuori della galassia viola , si cerca invece di fare un bilancio sulle strategie comunicative del movimento. Davvero è nato ed è stato gestito in maniera del tutto orizzontale? Non la pensano così alcuni utenti di Friendfeed che discutono in questo interessante thread: "Troppa organizzazione ed esplosione controllata dell'evento... Era troppo impostato per essere realmente nato dal basso!" sostiene Rocco. E Marco conferma: "La scelta del colore tradisce una strategia (ricordate l'arancione in Ucraina? C'era un'agenzia americana specializzata in questo tipo di azioni)". I sospetti di questa ennesima "rivoluzione colorata" ricadono subito sulla Casaleggio Associati, agenzia che gestisce le strategie online per Antonio Di Pietro e Beppe Grillo.

Un po' tutti sono d’accordo: "E' stata un'operazione coperta molto bene da Casaleggio (regista) e data in mano a persone attive e valide che hanno fatto da schermo". Ma per chi ha organizzato il No-B Day, si tratta solo di complottismo disfattista: "Ero nel primo gruppo di persone che ha aderito all'evento su Facebook (...) Ed ero anche presente quando è stato scelto il viola (…) Una regia da parte di una società di comunicazione può esserci stata, ma da qui a consegnarle tutta l'organizzazione come pretendereste di fare, da osservatori esterni, ce ne corre. Lo trovo molto ingeneroso, inutilmente capzioso e contrario a quello che è realmente avvenuto".

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