Al termine dei lavori del Consiglio episcopale permanente il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, ha tenuto una conferenza stampa volta a illustrare le attuali priorità dei vescovi italiani. Dopo un accenno al caso Boffo, circa il quale è stato affermato che l'episcopato non ha nulla da chiarire e che d'altra parte non sussiste fretta alcuna nel nominare il nuovo direttore dell'Avvenire, il presule ha toccato tematiche calde della morale fisica come il biotestamento e l'aborto. Circa il primo aspetto è stato sostenuta la necessità d'una legge condivisa, che "prevenga l'arbitrio", mentre circa la Ru486, definita una "banalizzazione dell'aborto", è stato lanciato l'invito a non commercializzarla. Sono stati altresì rilevati l'impegno della Cei "perché il Mezzogiorno cresca", la necessità che "vi sia un equilibrio tra le esigenze dell'unità e della solidarietà nazionale e l'esigenza del federalismo", il dovere di rispettare l'aspirazione alla cittadinanza italiana da parte degli immigrati che ne abbiano i requisiti. Un riferimento anche all'Afghanistan, circa il quale, senza prendere posizione sull'opportunità o meno della missione italiana, mons. Crociata ha affermato che ''c'é da condividere una responsabilita' internazionale, verso la quale i nostri governanti hanno gli strumenti per poter valutare questo aspetto''.