Presidenziali Usa, due secoli di manifesti elettorali
La Library of Congress statunitense ha pubblicato un catalogo che raccoglie i migliori poster delle campagne per le presidenziali. Da Andrew Jackson a Barack Obama, ecco come è cambiata la comunicazione politica negli ultimi duecento anni
Sei poster raccolti in "Presidential Campaign Posters: Two Hundred Years of Election Art", il catalogo pubblicato dalla Library of Congress con i migliori manifesti elettorali delle campagne per le presidenziali
- Credits: Library of Congress
Sei poster raccolti in "Presidential Campaign Posters: Two Hundred Years of Election Art", il catalogo pubblicato dalla Library of Congress con i migliori manifesti elettorali delle campagne per le presidenziali
- Credits: Library of Congress
Il 1832 per gli storici è l'anno in cui si tengono le prime vere presidenziali. Il repubblicano Henry Clay diffonde un cartellone in cui lo sfidante Andrew Jackson viene dipinto come un re e non il presidente della gente. Credits: Library of Congress
- Lo speciale sulle Presidenziali 2012
1860 - Il repubblicano Abraham Lincoln è il nuovo astro nascente della politica a stelle e strisce. La sua immagine viene utilizzata - senza permesso - anche da un produttore di sigari. Credits: Library of Congress
- Politics busting, quando la politica è rifatta dagli utenti
1904 - Il bipolarismo si impone nelle presidenziali Usa con due soli candidati. Il repubblicano William Taft pensa che sia bene saper distinguersi dall'avversario e mette il suo faccione con il diminutivo "Bill". Credits: Library of Congress
- Sessant'anni di manifesti elettorali
1944, la comunicazione diventa più sarcastica e incisiva. Il democratico Franklin D. Roosevelt cerca di indebolire l'avversario Thomas Dewey con un gioco di parole: Dewey or Don't We (basato sull'assonanza tra Dewey e Do we). Credits: Library of Congress
- Originali, provocatori, trash. Largo alla fantasia nei manifesti elettorali
1968 - Stile fresco e giovanile per Robert Kennedy che cerca di intercettare il voto di protesta sessantottino con lo slogan: "Bobby la mia scelta nel 1968". Credits: Library of Congress
- Stati Uniti, chi vuole essere Presidente?
1972 - E' l'era della tv e Richard Nixon punta tutto sui colori e una comunicazione molto vivida. Vincerà contro il democratico McGovern. Credits: Library of Congress
- Presidenziali Usa, quando la star fa l'endorsement
1976 - Caricatura "messianica" del democratico Jimmy Carter, le cui iniziali coincidono con quelle di Jesus Christ. Prima delle presidenziali aveva confessato a Playboy di aver tradito la moglie. Un punto a suo discredito. Credits: Library of Congress
- Quando il gatto e il cane aiutano a essere eletti
1976 - Il repubblicano Gerald Ford punta sull'assonanza del suo cognome con quello di Fonzie, popolare protagonista della sitcom Happy Days per annunciare che "i giorni felici sono tornati". Credits: Library of Congress
- Il popolo di Barack Obama
1984 - Ronald Reagan si impone sul democratico Walter Mondale e la candidata a vice-presidente Geraldine Ferraro. Decide di utilizzare uno stile vintage, ispirato ai quadri di Delacroix. Credits: Library of Congress
- La lunga corsa alla Casa Bianca: le foto
2004 - Nelle controverse presidenziali contro John Kerry, a George W. Bush basta una semplice W per farsi riconoscere (e non farsi confondere con il padre ex-presidente). Credits: Library of Congress
- Obama, l'album fotografico
2008 - Secondo molti il più bel poster elettorale delle presidenziali Usa. Realizzato dallo street-artist Shepard Fairey diventato l'icona della cavalcata di Obama alla Casa Bianca. Credits: Library of Congress
- Street art a sostegno di Obama
2012 - Quale sarà il cartellone ufficiale di Barack Obama? Ancora non si sa, ma intanto il presidente in carica ha chiesto ai propri sostenitori di realizzare alcuni poster per spiegare la sua riforma del lavoro. Credits: Library of Congress
- Art Works
La copertina di "Presidential Campaign Posters: Two Hundred Years of Election Art". Il catalogo può essere acquistato sul sito della Library of Congress. Credits: Library of Congress
- Quirk Books
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