Arriva dalle Hawaii la prima offensiva legale contro il nuovo bando di Trump, che sospende i nuovi visti per sei paesi musulmani. I procuratori dello Stato dove è nato Barack Obama hanno spiegato in una serie di documenti presentati a una corte che intendono chiedere al giudice federale un ordine temporaneo per bloccare l'attuazione del nuovo ordine esecutivo. 

 

Difetti simili al primo - Anche il bando bis, ha spiegato alla Cnn Neal Katyal, uno dei procuratori, "sconta ancora gli stessi difetti costituzionali e regolamentari" di quello precedente, sospeso e poi bocciato da varie corti federali dopo un’ondata di protesta a livello globale

 

Il dipartimento di Giustizia si è affrettato a sottolineare che il nuovo ordine ricade al di fuori delle ingiunzioni che avevano bloccato il primo. Entrambe le parti hanno chiesto al giudice di fissare un calendario di udienze a breve, prima dell'entrata in vigore del provvedimento, fissata per il 16 marzo.

 

Media: Trump incontrò ambasciatore russo - Intanto alcuni media statunitensi hanno rivelato che Trump avrebbe avuto un breve incontro con l'ambasciatore russo in Usa Serghiei Kisliak, lo scorso 27 aprile, in occasione di un discorso del candidato repubblicano sulla politica estera in un hotel di Washington. Kisliak era uno dei 4 diplomatici presenti al ricevimento vip e il futuro presidente lo salute “calorosamente”. Tra i presenti anche il suo consigliere Jeff Sessions, l'attorney general finito nella bufera per aver negato al Senato almeno due incontri con l'ambasciatore russo.

 

La Casa Bianca minimizza - La Casa Bianca ha ridimensionato la notizia del breve incontro tra Donald Trump e l'ambasciatore russo Serghiei Kisliak, sostenendo che “affermare che c'è stato un incontro è falso e ingannevole. Diversi ambasciatori erano presenti. Trump è stato al ricevimento per cinque minuti e poi è andato immediatamente sul podio”.
Dmitri Simes, direttore del Center for the national interest, ha confermato di aver presentato Trump a Kisliak al ricevimento ma ha detto di non credere che ci sia stato tempo per un incontro esteso.