Bufera sul ministro della Giustizia Usa Jeff Sessions accusato di aver "mentito sotto giuramento" per aver negato contatti con emissari del Cremlino durante la campagna per Trump. I democratici ne chiedono le dimissioni ed evocano l'impeachment.  La Casa Bianca lo difende: "Quando l'attorney general Jeff Sessions incontrò l'ambasciatore russo in Usa "stava chiaramente comportandosi da senatore". 

 

La difesa di Trump - "Non ero a conoscenza" dei contatti avuti dal ministro della Giustizia Jeff Sessions con l'ambasciatore russo a Washington. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump ai giornalisti durante una visita a bordo della portaerei Gerald Ford in Virginia. Il leader della Casa Bianca ha poi ribadito di avere "totale fiducia" nell'attorney general e di credere che, durante l'audizione di conferma al Senato, probabilmente ha "testimoniato con sincerità".

 

 

Non è il primo caso di contatti sospetti - Non solo Michael Flynn. Anche il ministro della Giustizia Jeff Sessions avrebbe avuto contatti con l'ambasciatore russo a Washington. Contatti che ha nascosto quando, durante l'audizione di conferma al Senato, gli chiesero cosa avrebbe fatto se avesse saputo di qualcuno della campagna Trump che aveva avuto rapporti con il governo russo prima delle elezioni. Lo rivela il "Washington Post", lo stesso giornale che nei giorni scorsi aveva scritto dei contatti avuti tra Flynn, costretto a dimettersi da consigliere per la Sicurezza nazionale dopo soli 24 giorni, e lo stesso ambasciatore, Sergej Kyslyak, con il quale aveva parlato delle sanzioni a Mosca. La Russia non nega né conferma.  

Intanto però la leader democratica alla Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, ha accusato Sessions di aver "mentito sotto giuramento" e ha chiesto le sue dimissioni.  Le critiche e le proteste dei democratici non hanno fatto cambiare idea a Trump, che ha detto di avere "totale fiducia" in Sessions.

 

 

Il ministro della Giustizia però respinge gli attacchi e parla di accuse "false" e "incredibili".''Non ho mai incontrato alcun russo per discutere di qualsiasi campagna elettorale'', ha detto, confermando la versione data al Senato sotto giuramento. "Mi asterrò dalle indagini syl Russia-Gate"

 

Tom Hanks tende la mano ai giornalisti - Resta tesa l'aria tra l'amministrazione Trump e alcuni giornalisti estromessi dal press briefing della Casa Bianca "per mancanza di spazio". Tra loro c'erano anche i cronisti della Cnn e del New York Times. L'attore e regista Tom Hanks ha regalato ai giornalisti della sala stampa della Casa Bianca una macchina per caffe'espresso, accompagnata da una nota di solidarietà: "Continuate la giusta lotta per la verità, per la giustizia e per il sogno americano...soprattutto per la verità".