Nuovo schiaffo per il presidente americano Donald Trump. Il vice ammiraglio Robert Harward, ex Navy Seal che ha lavorato nell'anti-terrorismo per il presidente George W. Bush, ha rifiutato l'offerta di sostituire Michael Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale. Harward, in una nota, ha spiegato di aver rinunciato all'incarico per motivi puramente personali. Flynn ha dovuto lasciare in seguito alle indiscrezioni di contatti che avrebbe avuto con Mosca, sulle sanzioni alla Russia, ancora prima delle elezioni. Il presidente Usa annuncia intanto per la prossima settimana un nuovo bando sull'immigrazione.

 

La nota ufficiale - "Da quando sono andato in pensione, ho avuto l'opportunità di affrontare questioni economiche e finanziarie difficilmente sostenibili in quel ruolo" che richiede "un'attenzione e un impegno di 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana", ha dichiarato l'ex vice ammiraglio, attuale amministratore delegato della divisione Emirati Arabi Uniti del colosso della difesa Lockheed Martin, dopo 30 anni di onorata carriera militare.

 

Le ragioni dietro il No - Dietro il gran rifiuto, secondo indiscrezioni di stampa, vi sarebbero le preoccupazioni di Harward sulla linea di comando e l'impossibilità di scegliersi la squadra. La vice di Flynn, ad esempio, Kathleen Troia McFarland, ha mantenuto la sua posizione nel National Security Council, la cabina di regina della politica estera e militare della Casa Bianca. Dopo le dimissioni forzate di Flynn, per aver tentato di insabbiare la natura dei suoi contatti con funzionari di Mosca, la poltrona di consigliere per la sicurezza nazionale e' stata affidata, ad interim, a Joseph Keith Kellogg.

 

In arrivo un nuovo bando anti-immigrati - Ieri Trump, durante una conferenza stampa fiume, stile uno contro tutti, ha attaccato "i media disonesti", difeso Flynn sul Russiagate e annunciato una caccia alle gole profonde dell'intelligence "che pagheranno un caro prezzo" per la fuga di notizie. Il tycoon ha insistito sulla necessità di andare d'accordo con la Russia, "perché è la cosa giusta da fare", anche se si tratta di una politica poco popolare. Il presidente ha esordito annunciando la sua nuova nomina per la guida del ministero del Lavoro, dopo il ritiro di Andrew Puzder per mancanza di sostegno anche tra i repubblicani. La scelta è caduta su Alexander Acosta, il primo americano ispanico del suo esecutivo, se sarà confermato. In agenda per la prossima settimana poi un nuovo bando sull'immigrazione, 'su misura' della decisione della Corte d'appello che ha sospeso il primo.