Mancano 10 giorni dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e le relazioni tra Washington e Mosca si fanno sempre più tese. L’amministrazione uscente del presidente Barack Obama ha adottato nuove sanzioni contro cinque cittadini russi. La decisione arriva dopo che, all’inizio dell’anno, gli Stati Uniti avevano espulso dal loro territorio 35 spie russe, accusate di aver interferito nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre.

 

Le nuove sanzioni: i cinque uomini sulla lista nera della Casa Bianca - Nel mirino di Washington ci sono cinque russi ai quali verranno congelati i beni negli Stati Uniti e verrà vietato l'ingresso in territorio americano. Due di questi, Andreï Lougovoï e Dmitri Kovtoun, secondo gli inquirenti britannici, sarebbero i responsabili della morte dell’oppositore russo ed ex spia Alexander Litvinenko, avvelenato a Londra nel 2006. Nella lista compare anche il procuratore Alexander Bastrykin, uomo fidato di Putin e a capo del comitato federale d’inchiesta (l’equivalente dell’Fbi americana). Gli altri due russi sanzionati sono Gennady Plaksin, ex responsabile della Universal Savings Bank e Stanislav Gordiyevsky, ex funzionario dell'agenzia investigativa. Le sanzioni vengono imposte grazie al "Magnitsky Act": un documento firmato dal presidente Barack Obama nel 2012 che prende il nome dall'avvocato Sergei Magnitsky, critico del Cremlino e arrestato con l'accusa di frode fiscale nel 2008. L’avvocato morì l'anno dopo, in prigione, e si sospetta che sia stato torturato. Finora, sulla  base di questa legge, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a 44 cittadini russi. Secondo fonti americane, però, in quest’ultimo caso la decisione di sanzionare i cinque russi non avrebbe un legame diretto con gli attacchi hacker avvenuti durante le elezioni americane

 

La reazione di Mosca - Per il Cremlino, la decisione della Casa Bianca, è un ulteriore passo verso il prolungamento dell’inimicizia tra Russia e Stati Uniti. Soprattutto dopo che il senatore repubblicano John McCain e quelli democratici Ben Cardin e Robert Menendez hanno annunciato, il 9 gennaio, di voler introdurre una legislazione per imporre sanzioni “di vasta portata“ alla Russia per il suo tentativo di influenzare le elezioni americane del 2016. Quella delle elezioni, per Mosca, è “una questione interna agli Stati Uniti". Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, durante una conferenza stampa, ha spiegato: "ci sono continui tentativi di escludere qualsiasi tipo di dialogo tra i nostri due Paesi e tentativi, minuto dopo minuto, di provocare un ulteriore danno alle prospettive per le nostre relazioni bilaterali”. La decisione di colpire con nuove sanzioni cinque cittadini russi, per Peskov, altro non è che un nuovo passo verso il “degrado delle relazioni” tra Washington e Mosca.