"Il viso di Giulio era diventato piccolo, piccolo, piccolo. Io e Claudio l'abbiamo baciato e accarezzato. Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Ho pensato che tutto il male del  mondo si fosse riversato su di lui".

 

 

Giulio non era in guerra - A raccontarlo Paola Regeni, madre di Giulio, il ricercatore italiano ucciso in Egitto, nel corso di una conferenza stampa al Senato insieme a Luigi Manconi, per chiedere che sulla morte del figlio venga fatta finalmente luce. "Non ho pianto - ha aggiunto la donna . Ma mi sbloccherò solo quando saprò cosa è  successo davvero a mio figlio". La madre di Giulio ha poi ricordato che "è forse dall'antifascismo che noi in Italia non ci troviamo di fronte alla tortura. Ma Giulio non era in guerra, era andato a fare ricerca".

 

Il video della conferenza stampa della madre di Giulio Regeni:

 



Il 5 aprile gli investigatori egiziani a Roma - I genitori di Giulio Regeni hanno detto di aspettarsi una risposta forte del governo italiano nel caso in cui il prossimo 5 aprile, giorno nel quale gli investigatori egiziani saranno a Roma per incontrare il procuratore Giuseppe Pignatone, non dovessere uscire elementi concreti per accertare la verità. "Se il 5 aprile sarà una giornata vuota, confidiamo in una risposta forte del nostro governo, ma forte", ha sottolineato la madre del ricercatore ucciso.



Manconi: "Richiamare nostro ambasciatore"
- Il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione parlamentare per i Diritti umani, ha invece detto che "serve una determinazione maggiore di quella finora adottata" e che è necessario "porre con urgenza la questione del richiamo in Italia del nostro ambasciatore in Egitto. Richiamo non vuol dire  ritiro, vuol dire richiamo per consultazioni". Il senatore ha poi evocato la possibilità che la Farnesina dichiari l'Egitto "Paese non sicuro".