La polizia turca ha fermato almeno 11 persone a Sanliurfa, nel sud-est del Paese al confine con la Siria, accusate di legami con i 2 presunti kamikaze che ieri hanno ucciso 37 persone con un'autobomba ad Ankara. Tra i fermati ci sono anche familiari di almeno uno dei sospetti attentatori. Gli altri finiti in manette sono impiegati della concessionaria dove i kamikaze si sarebbero procurati la Bmw bianca usata per l'attacco. Le persone fermate verranno portate ad Ankara per essere interrogate.

Intanto il bilancio della strage si è aggravato, salendo a 37 vittime. Tre persone, che erano rimaste ferite nell'esplosione dell'autobombasono morte nella notte. Negli ospedali della capitale ci sono ricoverati inoltre circa 70 feriti e tra questi almeno una quindicina sarebbero in condizioni gravi.

Secondo le autorità turche, citate dai media locali, gli attentati sarebbero di matrice curda e tra i terroristi ci almeno una donna. Intanto però l'autorità radiotelevisiva ha subito imposto una censura ai media - come avviene regolarmente in Turchia in caso di attentati - vietando la pubblicazione delle immagini dal luogo dell'esplosione. Fortemente rallentati anche i principali social network, dove invece da subito sono circolate foto e video dell'attacco.