I marziani siamo noi.
14 marzo 2016, 10,30 del mattino in Italia. Dallo storico cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan, parte Exomars, prima sonda europea diretta su Marte. Un'avventura che parla italiano, con il nostro Paese che partecipa alla missione dell'Esa con un terzo del budget totale di 1,3 miliardi di euro, molta tecnologia e attraverso l'Asi ha il controllo di entrambe le fasi della missione.

La prima prevede entro il prossimo ottobre la discesa controllata sul Pianeta Rosso del modulo dimostrativo Schiaparelli, in onore dell'astronomo italiano che per primo a fine '800 osservò i celebri canali marziani, con a bordo una stazione meteo ed altri strumenti per compiere misurazioni in una stagione, quella delle tempeste, sin qui poco studiata.

L'Orbiter nel frattempo continuerà a girare attorno al Pianeta Rosso a caccia di metano e altri gas presenti nell'atmosfera.

“Subito dopo il lancio, il momento critico sarà alle 21.28, quando è previsto che la sonda trasmetta ai centri di controllo sulla Terra il suo primo bip" ci spiega sull'aereo  che ci porta a Mosca Raffaele Mugnuolo dell'Agenzia spaziale italiana. Sarà Il primo vagito di Exomars, il segnale che il suo viaggio è davvero iniziato.

In attesa del 2018 e dell'arrivo del rover con un trapano made in Italy per perforare il suolo marziano alla ricerca di forme di vita presenti e passate. Guardando, in un futuro non troppo lontano, al primo ammartaggio degli astronauti.