Hillary Clinton travolge Bernie Sanders nella Carolina del Sud con il 73,5% delle preferenze

contro il 26% del rivale, aggiudicandosi la sua terza e più significativa vittoria nella corsa per la nomination democratica. "Da domani la campagna diventa nazionale e lotteremo per ogni singolo voto in ogni singolo stato", ha avvertito Hillary nel suo discorso della vittoria, anticipando già la sfida con il repubblicano in pole position: il ciclonico Donald Trump. "Non c'è bisogno di rendere l'America di nuovo grande perché l'America non ha mai smesso di essere grande", ha rimarcato attaccando esplicitamente lo slogan del miliardario.

 

 

Gli afroamericani sono con lei - E ancora contro Trump: il paese ha bisogno "di amore e gentilezza" e "invece di costruire muri dobbiamo abbattere tutte le barriere".

Ad incoronarla sono stati gli afro-americani, che rappresentano il 61% dell'elettorato democratico e che hanno votato compatti per lei (87%). Un gradimento che ha superato perfino quello di Barack Obama nel 2008.

 

Sanders non molla - Bernie Sanders non getta comunque la spugna. "Siamo solo all'inizio della campagna, abbiamo registrato una vittoria decisiva in New Hempshire mentre lei ha vinto in modo netto nella Carolina del Sud", ha osservato il senatore del Vermont, rinviando il confronto decisivo "al Super Tuesday",

quando i democratici voteranno in undici stati.  In ballo, al Super Tuesday, ci sono circa 880 delegati Dem, praticamente un quarto dei 2.383 necessari per aggiudicarsi la nomination del partito dell'Asinello.