Apple e Google, per una volta, alleati. L'azienda di Mountain Views ha espresso il proprio sostegno alla società di Cupertino che si è rifiutata di fornire all'FBI gli strumenti per violare i codici di sicurezza dell'iPhone 5C di uno dei killer della strage di San Bernardino, che lo scorso 2 dicembre ha provocato 14 vittime.

 

I tweet di solidarietà - La solidarietà alla multinazionale di Cupertino è arrivata direttamente da Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, con una serie di messaggi su Twitter. Secondo il numero uno di Google, “richiedere ad un'azienda di consentire di penetrare all'interno dei dispositivi e dei dati dei suoi utenti potrebbe costituire un pericoloso precedente”.


Solidarietà tech - Pichai, che ha anche auspicato l'avvio di un dibattito approfondito sulla questione, ha citato Tim Cook definendo “importante” la lettera con cui il 16 febbraio l'amministratore delegato di Apple aveva spiegato la posizione della sua azienda.

In una serie di tweet, Pichai ha riconosciuto che "le forze dell'ordine e le agenzie di intelligence devono affrontare importanti sfide nel proteggere la cittadinanza dal crimine e dal terrorismo" e ha ricordato che "noi diamo accesso alle forze dell'ordine ai dati sulla base di ordini legali validi". "Ma è una cosa completamente diversa, richiedere alle compagnia di rendere possibili azioni di hacking degli apparecchi e dei dati dei clienti, potrebbe essere un precedente preoccupante", ha concluso auspicando "un approfondito ed aperto dibattito su questa questione importante".

 

 

Apple e Fb: le posizioni - Secondo Apple, quello che l'FBI chiede, di fatto, è un meccanismo che permetta di superare il sistema di cifratura dei dispositivi Apple che potrebbe essere usato in futuro anche per altri utenti. Una simile soluzione, secondo l'azienda, darebbe un colpo fatale alla fiducia che sta alla base del rapporto tra una società come Apple e i consumatori.
La Casa Bianca sostiene invece che l'Fbi non ha chiesto alla Apple di creare una apposita back door per accedere ai dati criptati dei suoi cellulari, ma "semplicemente di fare qualcosa che abbia un impatto su questo singolo apparecchio".
 

 

WhatsApp: d'accordo con Cook  - Oltre all'appoggio di Google, la Mela ha anche incassato il sostegno di un'altra rivale, WhatsApp. Jan Koum, amministratore delegato del sito di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook, ha affermato “di non poter essere più d'accordo con quanto scritto nella lettera” di Cook, aggiungendo che quello che è in gioco in questa vicenda è la “nostra libertà”.

 

http://www.apple.com/customer-letter/ - I have always admired Tim Cook for his stance on privacy and Apple's efforts to...

Pubblicato da Jan Koum su Mercoledì 17 febbraio 2016


In precedenza, anche Edward Snowden, l'ex agente della Cia che ha rivelato al mondo i programmi di sorveglianza elettronica di massa del governo americano, aveva preso le difese di Apple e sollecitato l'intervento di Google.