Dalle tiepide speranze dopo l'annuncio di un cessate il fuoco ai massacri di adulti e bambini indifesi. La parola è tornata nel modo più tragico alle bombe in Siria, dove almeno 50 persone sono state uccise in attacchi missilistici su cinque ospedali - di cui uno sostenuto da Medici senza Frontiere - e due scuole nelle province di Idlib e di Aleppo.

 

Scambio di accuse - La guerra, oltre che sul campo, è scoppiata anche sul piano diplomatico. La Turchia dà la colpa alla Russia: "Agisce come un gruppo terroristico". Mosca, invece, bolla le accuse come "propaganda" e afferma: non ci sono prove contro di noi. Diversa la versione dell'ambasciatore siriano in Russia, Riyad Haddad, che afferma che a colpire la clinica di Msf siano stati jet americani. Immediata la smentita di Washington: i raid odierni dei caccia Usa in Siria sono stati condotti su Raqqah e Hasakah, non nell'area degli ospedali colpiti, tuona il portavoce delle operazioni americane contro l'Isis, il colonnello Steve Warren. E il dipartimento di Stato, condannando i raid, accusa il Cremlino: gli attacchi "mettono in dubbio la volontà e la capacità della Russia di aiutare a fermare la brutalità del regime di Assad contro la sua stessa gente.




Msf: attacco deliberato - Tra gli ospedali colpiti c’è quello di Maarat al Numan, nella provincia di Idlib, equipaggiato e rifornito da Msf. Secondo la stessa organizzazione, almeno 7 persone sono morte e altre 8 sono disperse e si ritiene siano rimaste anch'esse uccise quando la struttura è stata distrutta. "Sembra essere un attacco deliberato", ha detto Massimiliano Rebaudengo, capo missione dell'Msf in Siria, precisando che l'ospedale è stato colpito da quattro missili a distanza di alcuni minuti l'uno dall'altro.