E' morto improvvisamente, per cause naturali, il giudice della corte suprema americana Antonin Scalia, 79 anni rappresentante dell'ala più conservatrice presso la massima corte americana. Era stato nominato nel 1986 da Ronald Reagan. A Barack Obama spetta ora, come prevede la costituzione americana, il compito di nominare un suo successore. Ma essendo il presidente vicino alla fine del suo mandato, l'eventualità che lui possa nominare il sostituto di Scalia ha sollevato le proteste dei repubblicani.

Repubblicani: "Senato blocchi eventuale nomina di Obama" - Nel corso di un dibattito tv tra i candidati delle primarie repubblicani, Donald Trump ha chiesto che il Senato  impedisce all'inquilino della Casa Bianca di nominare il nuovo giudice. Donald Trump fa anche due nomi possibili che lui, da presidente, avanzerebbe per prendere il posto di Antonin Scalia alla corte Suprema: Diane Sykes e Bill Pryor. Lo stesso appello lanciato da Trump viene sostanzialmente ripetuto da ognuno dei sei candidati repubblicani che prendono parte al dibattito televisivo: John Kasich sottolinea che "Obama non deve nominare il successore di Scalia, Marco Rubio risponde alla stessa domanda affermando che "Cio' ci ricorda quanto questa elezione sia importante. La Costituzione -aggiunge- deve essere interpretata nel modo in cui originariamente fu pensata". Jeb Bush da parte sua riconosce che "il presidente ha il diritto di nomina" ma poi incalza sottolineando che per sostenerlo necessita di "un consenso, che senza dubbio non ha" quando si tratta di ottenere la conferma del Senato. "Il Senato deve imporsi con forza per impedire un'altra nomina liberal da parte di Barack Obama"

Obama: "Onorerò le mie responsabilità" - Ma Obama sembra avere l'intenzione di tirare diritto. "Intendo onorare le mie responsabilità costituzionali di nominare un successore a tempo debito" ha detto il presidente degli Stati Uniti. "Ci sarà tempo a sufficienza per me per farlo e per il Senato per onorare la sua responsabilità di riconoscere a quella persona una giusta considerazione e un voto tempestivo - ha aggiunto - queste sono responsabilità che prendo seriamente, come tutti dorebbero". "Sono più grandi di qualsiasi partito. Riguardano la nostra democrazia. Riguardano l'istituzione a cui il giudice Scalia ha dedicato la sua vita professionale, per garantire che continui a funzionare come il faro di giustizia immaginato dai nostri Fondatori".