La Nato ha detto sì a una missione nel mar Egeo che avrà l’obiettivo di smantellare la rete di trafficanti che "sfrutta" i migranti ed i rifugiati. L’annuncio è stato dato dal segretario della Difesa Usa, Ash Carter. L'operazione militare sarà condotta da Grecia, Turchia e Germania. Carter ha parlato anche di un “aumento della sorveglianza dell’Alleanza lungo la frontiera tra Turchia e Siria” e ha auspicato un rafforzamento della coalizione anti Isis (con la richiesta agli alleati di accelerare i tempi e la partecipazione, a vario titolo, alla guerra).

“Passare velocemente all’azione” - Le ondate di migranti, ha spiegato Carter, “sono operazioni di contrabbando organizzato e prenderle di mira è il miglior modo per ottenere il più grande impatto positivo sulla dimensione umanitaria" della crisi. È importante, ha aggiunto, “passare velocemente all'azione” perché “ci sono vite in gioco". I mezzi della missione, in base all'accordo, riporteranno i migranti salvati sulle coste della Turchia.
Proprio in Turchia, è iniziato il processo per il naufragio nell'Egeo in cui morì il piccolo Aylan: i due presunti scafisti siriani imputati, per i quali la procura ha chiesto 35 anni ciascuno, si sono dichiarati innocenti, accusando il padre del bimbo di aver organizzato il viaggio e guidato il barcone poi affondato (nel naufragio erano morti anche il fratellino di Aylan, Galip, la madre Rehan e altre due persone).

Cooperazione con Frontex - La missione della Nato, ha detto il segretario generale Jens Stoltenberg, coopererà con Frontex: saranno “stabiliti legami diretti con l'Unione europea" e "molti paesi" hanno già offerto mezzi per rafforzare la missione, il cui "scopo non è quello di fermare o rimandare indietro i barconi dei migranti". “Speriamo che la missione porti a salvare vite e a rafforzare i controlli delle frontiere", ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, dando il benvenuto all’operazione Nato.

Mattarella: non basta “deviare il traffico” - Sulla questione migranti è intervenuto anche, dagli Stati Uniti, il presidente italiano, Sergio Mattarella. “Le risposte basate su non lungimiranti considerazioni di mera politica interna, i muri e i fili spinati eretti per proteggersi e ‘deviare il traffico’, non ci metteranno in condizione di gestire un fatto di dimensioni epocali, non destinato ad esaurirsi nel breve volgere di qualche anno", ha ammonito.



Il governo tedesco, intanto, ha fatto sapere che intende prorogare di tre mesi i controlli alle frontiere. La misura era stata adottata a metà settembre e, stando al comunicato del ministero dell’Interno, durerà almeno fino al 13 maggio.