Due naufragi di barconi nel mar Egeo avvenuti oggi, lunedì 8 febbraio, hanno causato oltre 30 vittime. Al largo della costa turca di Dikili, nella provincia di Smirne, secondo quanto riferito dall'agenzia stampa Dogan, un'imbarcazione carica di migranti è affondata all'alba, causando la morte di 11 persone, mentre tre sono state tratte in salvo. Poche ore dopo, in un altro naufragio, a qualche centinaio di chilometri più a nord, nella baia turca di Edremit, a poca distanza dall'isola greca di Lesbo, sono morti 24 migranti. Tra loro, 11 bambini. Solo nel mese di gennaio, secondo l'organizzazione mondiale delle migrazioni, nel Mar Mediterraneo sono morte 368 persone, tra cui 60 bambini.
Sempre dalla Turchia arriva poi la notizia della morte di una neonata trovata senza vita alla stazione dei bus di Adana, nel sud del paese, dove era giunta con la madre dopo un viaggio di oltre 100 km a piedi da Aleppo. Secondo i primi rilievi, la piccola Garam sarebbe morta per malnutrizione e freddo.

Turchia non apre la frontiera e allestisce campo profughi in Siria
- Intanto Ankara ha deciso di non aprire per ora la frontiera ai 35.000 profughi in fuga da Aleppo ma di fatto sta creando un campo profughi all'interno della Siria per far fronte alla marea umana che preme ai suoi confini. L'intenzione è creare una zona cuscinetto umanitaria con una nuova tendopoli. Come riporta la Bbc, gli operatori umanitari stanno "già creando un altro campo, al momento le nostre iniziative sono rivolte ad assicurarci che queste persone abbiano una situazione confortevole sul lato siriano del confine".

Nella zona di Bab al-Salama, in Siria, all'altezza del valico turco di Oncupinar, ci sono già vecchie e nuove tende, per le decine di migliaia di siriani in fuga dall'offensiva su Aleppo lanciata dalle forze di Damasco la scorsa settimana. "Stiamo intensificando i nostri sforzi dentro la Siria per fornire rifugi, cibo e assistenza medica alle persone", ha riferito un funzionario della Turkish Humanitarian Relief Foundation.

 

Merkel: "Innorridita per sofferenze causate dai raid russi" - E sulle situazione delle popolazioni civili in Siria ha fatto sentire la sua voce Angela Merkel, che si è detta non "solo scioccata ma anche inorridita" per le sofferenze subite dai civili a causa dei raid russi in Siria. La cancelliera tedesca, che parlava in una conferenza stampa congiunta con il premier turco Ahmet Davutoglu ha quindi spiegato che Germania e Turchia intendono fare pressioni congiunte sull'Onu per chiedere di far rispettare una risoluzione di dicembre che invitava tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria a interrompere immediatamente qualsiasi attacco nei confronti della popolazione civile.