"Cercheremo di schiacciare Daesh da ogni angolo e togliergli rifornimenti", ma quella contro l'Isis "sarà una guerra di lungo periodo, più lungo rispetto a conflitti più tradizionali". A dirlo è il segretario di Stato americano John Kerry, a Roma, dove si trova per la riunione della coalizione contro il Califfato islamico.

Kerry: "In Siria sei milioni di bambini hanno bisogno di aiuto" - "Il Daesh è un insieme di criminali, assassini, ladri. Queste persone non hanno nessun piano tranne quello di portare la guerra contro persone innocenti. Il Daesh non ha nessun'idea di come costruire il futuro. Vuole portare indietro le lancette dell'orologio" ha continuato Kerry. Il segretario di Stato ha poi avvertito che "la crisi in Siria peggiora di giorno in giorno. Tredici milioni di siriani hanno bisogno di aiuto e di questi 6 milioni sono bambini".

Chiesto più impegno agli alleati - Gli Stati Uniti hanno inoltre chiesto un maggiore impegno da parte dei paesi della coalizione. "In base a ciò che ogni paese può fare dai raid alla logistica all'intelligence. Mi aspetto che quando ci incontreremo a Monaco per la conferenza sulla sicurezza ogni paese avrà chiaro che tipo di contributo potrà dare" ha spiegato Kerry. A questo proposito Paolo Gentiloni ha aggiunto che "l'impegno italiano in Iraq è stato finora soprattutto concentrato oltre che sulla logistica nell'addestramento dei peshmerga curdi, circa 2.200 che sono stati molto attivi nelle campagne di liberazione, e nell'addestramento della polizia irachena con la leadership dei Carabinieri". "Diversi paesi della coalizione hanno manifestato la volontà di aiutare l'Italia", ha aggiunto.

Gentiloni: "Militari italiani a difesa della diga di Mosul" - Poi il ministro degli Esteri italiano ha annunciato che i "soldati italiani saranno a difesa della diga" di Mosul. "I contatti con Baghdad vanno avanti da settimane" ha spiegato Gentiloni. "La partecipazione dei nostri militari si definirà molto presto". Il ministro ha anche confermato l'aggiudicazione dell'appalto per la manutenzione della diga all'azienda italiana Trevi il cui "contratto sarà firmato nei prossimi giorni". Rispetto al rischio che Isis si espanda anche in Libia, Gentiloni si è detto confortato dal fatto che "Convergenza tra di noi sulla necessità di puntare sul percorso negoziale che si è aperto".