Ammon Bundy, il leader della milizia paramilitare che occupa dall'inizio di gennaio un sito federale  nell'Oregon orientale, è stato arrestato dopo uno scontro a fuoco con la polizia. Con lui sono finite in manette altre sei o sette persone, tra le quali il fratello, Ryan Bundy. Nel corso del confronto con la polizia, hanno riferito le forze dell'ordine e l'Fbi, è morta una persona,  mentre un'altra è stata ferita in maniera non grave ed è ora  ricoverata in ospedale. Le autorità temono ora che le proteste possano degenerare.

Arresti e una vittima - Lo scontro si è verificato lungo la Highway 395. Si tratta di una  strada dell'area rurale dell'Oregon nella quale Bundy e il suo gruppo  di “Cittadini per la libertà costituzionale” si erano asserragliati, occupando dal 2 gennaio il Malheur National Wildlife Refuge, un ufficio federale all'interno di una remota riserva naturale, ad una  cinquantina di chilometri a sud est di Burns, nella contea di Harney. Tutto è successo ad un posto di blocco della polizia, durante il quale sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco. Un uomo disarmato - ha affermato la polizia – è rimasto ucciso. Ma non è ancora chiara la dinamica dell'accaduto né l'identità della vittima.

I motivi della protesta - La protesta dei rancher contro il governo federale va avanti da tempo: dall'Oregon al Nevada, accusano Washington di vietare agli allevatori di pascolare il proprio bestiame all'interno delle terre federali o di cacciare all'interno delle riserve naturali. Capo carismatico della rivolta è Clive Bundy, un allevatore del Nevada. In Oregon a guidare la protesta sono i suoi figli, che hanno fondato il gruppo chiamato “Citizens for Constitutional Freedom”.