Le sanzioni contro l'Iran sono state revocate. Dopo l’incontro con il segretario di Stato americano John Kerry e con l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, il rapporto dell'Aiea (l'Agenzia internazionale per l'energia atomica) ha dato il via libera all'intesa e allo stop delle sanzioni.

"L'Iran ha rispettato i suoi obblighi verso l'agenzia per l'energia nucleare dell'Onu", ha detto il segretario di Stato Usa John Kerry, ordinando che siano rimosse le sanzioni. Stesso annuncio da Mogherini, in rappresentanza dell'Unione europea. L'accordo sul nucleare rappresenta "una vittoria gloriosa" per l'Iran, ha invece twittato il presidente iraniano Hassan Rohani.

 

 

 

Gli esperti dell'Onu hanno da parte loro certificato che il regime iraniano ha assolto tutti gli obblighi derivanti dall'accordo sul nucleare sottoscritto a luglio coi Paesi del 5+1. Scatta così il cosiddetto 'Implementation Day'.
Poco prima dell'annuncio, Obama aveva fatto già un primo passo togliendo l'ultradecennale bando sull'export di aerei passeggeri civili e delegandone i poteri al segretario di Stato Usa John Kerry. "Hanno quasi completato i principali passi sul nucleare, non c'è nulla su cui glissare", secondo il vice per la sicurezza nazionale Ben Rhodes.

 

Teheran rilascia 5 statunitensi, gli Usa 7 iraniani - Prima dell'annuncio dell'accordo, è arrivata la notizia del rilascio da parte dell’Iran di "quattro cittadini statunitensi, incluso Jason Rezaeian", il capo dell'ufficio di Teheran del Washington Post e di quello, da parte degli Usa, di sette iraniani, di cui sei con doppia cittadinanza, detenuti per violazione delle sanzioni americane a Teheran. Fonti ufficiali americane precisano: “Non è un tradizionale scambio di spie ma un gesto umanitario”. L'Iran ha poi rilasciato anche un quinto detenuto americano.

I negoziati per arrivare al risultato sono durati 14 mesi e solo nelle ultime 24 ore si sono chiusi. I detenuti americani liberati saranno trasferiti in Svizzera a bordo di un aereo svizzero e da qui raggiungeranno la base militare americana di Landstuhl, in Germania.

Sullo sfondo della scambio di prigionieri tra Washington e Teheran, il Dipartimento di Stato Usa ha reso noto inoltre di aver lasciato cadere la 'segnalazione rossa' all'Interpol per la cattura di 14 iraniani coinvolti in casi di presunte violazioni delle sanzioni americane.

 

Tra gli americani liberati un giornalista del Washington Post - Rezaian, 40 anni, con doppia cittadinanza americana e iraniana, capo dell'ufficio di Teheran del Post, era stato arrestato dalle autorità iraniane il 22 luglio del 2014 assieme alla moglie Yeganeh Salehi, anche lei giornalista. Ma mentre la donna fu rilasciata dopo qualche mese, Rezaian è rimasto per oltre 500 giorni dietro le sbarre della prigione di 'Evin', carcere famoso perché ospita prigionieri politici e intellettuali. Dopo quasi un anno di speculazioni sul motivo della prigionia, lo scorso aprile Teheran aveva formalizzato le accuse: quattro capi d'accusa, tra cui spionaggio e propaganda contro il governo. Il processo, a porte chiuse, è iniziato lo scorso 26 maggio e finito con verdetto di colpevolezza, senza che la pena venisse resa nota.

Nei mesi successivi all'arresto, l'amministrazione Obama era finita sotto accusa per il modo in è stato gestito il caso. Secondo alcuni repubblicani Rezaian e gli altri americani detenuti in Iran erano degli 'ostaggi'.