Con un colpo di scena dell'ultimo minuto, i partiti indipendentisti della Catalogna hanno trovato l'accordo per formare un governo regionale scongiurando il pericolo di elezioni anticipate a marzo. A nemmeno 24 ore dalla scadenza del termine per i negoziati, il protagonista del "coup de theatre" è stato ancora una volta Artur Mas. Il controverso presidente uscente della Generalitat ha deciso di fare un passo indietro dopo le pressioni della sinistra radicale di Cup ma anche dei vertici stessi del suo partito Convergencia Democratica.

Accordo raggiunto dopo mesi di trattative - Il candidato che è riuscito a fare il miracolo di mettere d'accordo Candidatura d'Unitat Popular e la Junts pel Sì (i centristi di Mas più Esquerra Republicana) si chiama Carles Puigdemont, giornalista e sindaco di Girona, anche lui esponente di Convergencia Democratica e presidente dell'associazione dei municipi indipendentisti. Dopo cinque mesi di negoziati e una riunione al palazzo della Generalitat con i dirigenti del suo partito durata tutto il pomeriggio, è stato lo stesso Mas a comunicare la sua decisione definendola "sofferta", ma necessaria. "L'accordo ci permette di lavorare" per l'indipendenza, ha dichiarato alle 18.30 il presidente uscente che alle elezioni di settembre aveva vinto pur senza raggiungere la maggioranza. "La Catalogna viene prima di tutto", ha incalzato Mas che ha rivendicato di aver fortemente sponsorizzato il nome di Puigdemont.

Nuovo governo appoggiato da sinistra radicale
- Domenica il parlamento catalano voterà l'investitura ufficiale del sindaco di Girona. Il piano, ha spiegato lo stesso Mas, è che sia eletto con la maggioranza assoluta al primo voto. Il che significa che otterrà tutti i 62 consensi di Junts pel Sì, più quelli di due dei dieci deputati di Cup che passeranno nella coalizione. In altre parole, da domani il listone formato da Conrgenzia democratica e Esquerra Republicana avrà il controllo del parlamento con il beneplacito della sinistra radicale che avendo ottenuto la 'dipartita' di Mas ha dovuto 'ricambiare' con la garanzia di stabilità. Diversa la lettura che ha dato alla stampa il presidente uscente per il quale l'accordo "corregge il risultato delle elezioni di settembre" ed è stato possibile perché "Cup ha ammesso i propri errori". La sfida che l'ex delfino di Jordi Pujol aveva lanciato a Madrid di arrivare all'indipendenza della Catalogna in 18 mesi adesso passa nelle mani del sindaco di Girona. Mas ha assicurato che non abbandonerà la politica e sarà "a disposizione del governo regionale e del nuovo presidente". Ma l'ambizione di Mas di diventare il padre della patria della nuova nazione indipendente è svanita per sempre.