Il procuratore di Parigi, Francois Molins, ha espresso seri dubbi sull'identità del presunto terrorista morto giovedì, tentando di attaccare un commissariato a Parigi (FOTO). Molins ha segnalato vari elementi che contraddicono il fatto che l'individuo si chiami Ali Sallah, marocchino di 20 anni. L'aggressore era noto alla polizia per una rapina compiuta nel 2013: si era presentato proprio come Ali Sallah, nato nel 1995 a Casablanca. Secondo fonti vicine alle indagini, l'uomo aveva raccontato di aver soggiornato soprattutto in Germania e Italia. "Non sono affatto sicuro che questa identità sia vera", ha detto il magistrato, spiegando che i servizi segreti non lo avevano identificato con questo nome.

Il foglio di rivendicazione - Questa identità contraddice inoltre un foglio manoscritto di rivendicazione dell'azione, che è stato trovato giovedì sui suoi abiti, in cui diceva di essere tunisino e si attribuiva un altro nome. Secondo BFM TV, in quel testo, il terrorista sosteneva di chiamarsi Tarek Belkacem. L'emittente ha anche presentato una fotografia della vittima, in cui sembra avere una trentina d'anni (e non 20, come dichiarato al momento dell'arresto nella località francese di Saint Mazime, vicino a Tolone, nel 2013).

Procuratore: nessuna ragione per essere ottimisti - Tra gli abiti del terrorista sono stati trovati un cellulare con una scheda tedesca, al momento sotto analisi. L'inchiesta dovrebbe anche chiarire se si sia trattato di un'azione solitaria. Quanto all'ipotesi che possano moltiplicarsi gli attentati-kamikaze, Molins ha concluso che quanto accaduto mostra "il carattere multiforme della minaccia" terrorista. Per questo, ha aggiunto, "non c'è alcuna ragione per essere ottimisti: siamo di fronte a un fenomeno che potrebbe durare vari anni".

Cinture esplosive e impronte Salah in casa Bruxelles - Intanto, arrivano novità dal Belgio sugli attentati che hanno sconvolto la capitale francese lo scorso novembre. La polizia belga avrebbe infatti trovato tre giubbotti esplosivi, tracce di esplosivo e impronte digitali del principale sospettato ancora in fuga, Salah Abdeslam, in un appartamento a Bruxelles. Secondo gli inquirenti, le cinture esplosive degli attentatori di Parigi sarebbero state fabbricate proprio in questo appartamento perquisito lo scorso 10 dicembre.

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