Un hotel di Hurghada, la perla balneare egiziana sulla costa continentale del Mar rosso, è stato obiettivo di un attacco che il ministero dell'Interno egiziano presenta con le caratteristiche di una sventata rapina all'arma bianca ma che, secondo altre fonti, sarebbe un fallito attentato kamikaze. Il bilancio fornito in serata dal dicastero è di tre turisti feriti (due di nazionalità austriaca e uno svedese), di un assalitore ucciso (uno studente di 22 anni) e un secondo "gravemente ferito".

 

Respinto l'attacco - "Entrambi avevano armi bianche", ha sostenuto il ministero, precisando che "sconosciuti si sono infiltrati venerdì sera nell'Hotel Bella Vista di Hurghada attraverso il ristorante che dà sulla strada e hanno minacciato gli ospiti dell'hotel con armi bianche". La polizia è riuscita a respingere l'attacco, uccidendo lo studente.

 

L'ombra dell'Isis - Molto diversa la ricostruzione dei media, tra cui Al Arabiya, secondo i quali uno degli assalitori del resort aveva una cintura esplosiva, fatta brillare dalle forze di sicurezza. La Bbc in arabo cita testimoni secondo i quali i terroristi urlavano "Allah akbar" e avevano la bandiera nera dell'Isis. Oltre ai due neutralizzati, ci sarebbe anche un terzo uomo riuscito a fuggire per mare, da dove sarebbe venuto il commando (come a Sousse): per questo la citta' e' stata blindata dalle forze di sicurezza.

 

Non ci sarebbero italiani coinvolti - L'hotel si trova nella centralissima Sheraton Road ed è noto per essere frequentato quasi esclusivamente da turisti del Nord Europa e dalla Russia. Viene escluso, al momento, che siano stati coinvolti italiani. L'Unità di Crisi della Farnesina si è comunque immediatamente attivata dopo le prime notizie dell'assalto ed in serata era in contatto con l'ambasciata italiana al Cairo per verificare l'eventuale presenza di connazionali.