Dieci leader dell'Isis, alcuni dei quali collegati alle stragi del 13 novembre a Parigi, sono stati uccisi in recenti raid aerei della coalizione a guida Usa. Lo ha comunicato un portavoce del Pentagono, colonnello Steve Warren, portavoce della coalizione anti-Isis.

 

Tra questi, Charaffe al Mouadan, alias 'Souleymane', ritenuto uno dei responsabili dell'Isis legato agli attacchi di Parigi (foto  - video), che sarebbe stato ucciso durante un raid in Siria il 24 dicembre. “Stava preparando attacchi contro l'Occidente -  ha spiegato Warren - Daremo la caccia e staneremo i leader dell'Isis che lavorano per ispirare attentati contro gli Stati Uniti e i nostri alleati".  Il colonnello Warren non ha specificato se ai raid in cui è rimasto ucciso Mouadan abbiano partecipato anche caccia francesi.

 


 

Souleymane era nato a Parigi - Secondo Warren, Mouadan era "direttamente legato" allo jihadista belga di origine marocchina Abdelhamid Abaaoud, considerato l'organizzatore degli attentati, ucciso poi in un raid della polizia francese a Saint Denis.

Figlio di due marocchini, Mouadan era nato il 15 ottobre 1989 a Bondy, nella banlieue parigina. Cresciuto a  Drancy, un'altra località della periferia nord est di Parigi, fin da ragazzo era diventato amico di Samy Amimour, uno dei tre terroristi  suicidi che hanno ucciso 90 persone al Bataclan nella tragica notte del 13 novembre. Il 28 dicembre, le Parisen aveva diffuso alcune mail della moglie 18enne di Amimour, Kahina, che si diceva orgogliosa  della strage compiuta dal marito.

 

Nel 2013 era riuscito a raggiungere lo Stato islamico in Siria - Nel 2012 Mouadan, Amimour e un terzo amico, Samir Bouabout, furono  fermati dalla polizia francese e accusati di voler partire per combattere come jihadisti in Yemen o Afghanistan. I tre si erano radicalizzati su Internet e Mouadan aveva seguito nel marzo 2012 dei corsi di tiro a segno sportivo in un club della polizia.

Nel 2013, era  riuscito a raggiungere lo Stato Islamico in Siria. Negli ultimi due anni e fino a poche settimane fa era molto attivo su Twitter. La settimana scorsa il quotidiano Le Parisien aveva rivelato che un  testimone della strage del Bataclan aveva riferito di aver sentito uno dei terroristi che chiedeva ad un altro in francese se "pensava di sentire Souleymane".

 

Tra gli altri leader uccisi nei bombardamenti di dicembre di cui ha dato notizia il Pentagono ci sarebbe anche Siful Haq Sujen, un bengalese che studiò in Gran Bretagna e considerato uno degli hacker dell'Isis. Secondo il Pentagono, con la sua morte, "il gruppo jihadista ha perso un collegamento chiave tra i propri network".