Lo spettro del terrorismo non smette di tormentare l'America. Così Los Angeles, a un centinaio di chilometri dal luogo della strage di San Bernardino, vive una giornata surreale. All'improvviso, di primo mattino, un allarme attentati fa prendere alle autorità locali una decisione clamorosa e senza precedenti: chiudere tutte le scuole pubbliche della metropoli californiana. FOTO

 

Scuolabus bloccati per strada - La routine di milioni di cittadini viene sconvolta in pochi minuti. Agli school bus appena usciti dai depositi - erano le 7 del mattino circa - viene ordinato via radio di rientrare. Le scuole già aperte vengono fatte evacuare e ai genitori che hanno già accompagnato i loro figli viene lanciato l'appello di andarli immediatamente a riprendere. Il messaggio a tutti è di stare lontano il più possibile da tutti i campus scolastici.

 


A casa 640mila studenti  - Sono ore, se non di paura, di ansia. Sembra l'inizio di una nuova giornata da incubo, col presidente Barack Obama informato in diretta sui fatti. La minaccia, giudicata subito "credibile", è giunta ad alcuni dirigenti scolastici attraverso delle email inviate da Paesi stranieri: una da Francoforte, in Germania. E la minaccia ha l'effetto immediato di paralizzare il secondo distretto scolastico degli Stati Uniti dopo quello di New York, con 920 istituti (dalle scuole materne a quelle elementari ai licei) e circa 640 mila studenti.

 

 

 

Minaccia via mail -  "Non si tratta solo di una, due, tre scuole - spiegano in tv le autorità locali - ma di una minaccia diffusa, che riguarda molti istituti". Si parla di zainetti o altri oggetti potenzialmente esplosivi che potrebbero essere stati piazzati per colpire direttamente studenti, insegnanti e personale scolastico all'interno dei campus. Sul terreno arrivano anche gli agenti dell'Fbi e le scuole vengono controllate a tappeto. Si apprende poi che la minaccia sarebbe arrivata attraverso una email spedita da un paese straniero: uno degli indirizzi Ip sarebbe riconducibile alla città di Francoforte, Germania.

Col passare delle ore, però, prende corpo l'ipotesi di una reazione dettata più dall'eccessiva prudenza e dalla psicosi attentati che dall'esistenza di una minaccia reale. A sollevare per primi i dubbi - non senza suscitare qualche polemica - il sindaco e il capo della polizia di New York Bill de Blasio e William Bratton.
 

 

New York: reazione esagerata -  Minacce sarebbero arrivate anche a funzionari della città di New York. Ma le autorità della Grande Mela hanno subito bollato l'allarme "non credibile". Per il capo della polizia William Bratton e per il sindaco Bill de Blasio, quella di L.A. è una “reazione esagerata", estremamente esagerata".

 

 


 


"E' stata una risposta a una minaccia" - Immediata la reazione delle autorità della città californiana: “E' irresponsabile criticare quella che è stata la risposta a una minaccia" ha detto il capo della polizia. Va inoltre ricordato che solo qualche settimana fa, il  2 dicembre, a San Bernardino – che dista un centinaio di km da L.A. - sono state uccise 14 persone e 17 sono rimaste ferite. “Da San Bernardino si vive una situazione di minaccia e tensione continua, ma si impara a convivere con la tensione” ha detto a Sky TG24 il console italiano Antonio Verde. Qui, aggiunge, “c’è un sistema di gestione delle emergenze che funziona".




 

 

Il distretto scolastico di LA: 920 istituti scolastici - Il distretto scolastico di Los Angeles (Unified School District) è il secondo più grande sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti, dopo quello di New York. Conta in tutto 920 istituti scolastici frequentati da circa 640 mila studenti, dalla scuola materna al liceo. Gli insegnanti sono oltre 45 mila e circa 39 mila i dipendenti adibiti ad altre mansioni al di fuori dell'insegnamento. Il distretto comprende anche 187 scuole private.


Si tratta della seconda più grossa istituzione pubblica della metropoli di Los Angeles, dopo il governo della contea, con un budget di quasi 20 miliardi di dollari. Il 73% degli alunni e degli studenti è di origine ispanica, l'11% afroamericani. I bianchi non ispanici costituiscono il 9% del corpo studentesco, mentre gli asiatici sono il 4%.