Massimiliano Latorre potrà proseguire in Italia le sue cure mediche. La Corte suprema indiana, infatti, ha prolungato di sei mesi il permesso che era stato concesso al fuciliere di Marina per le sue condizioni di salute. Latorre aveva avuto un attacco ischemico il 31 agosto scorso e il 5 gennaio aveva subito un’operazione al cuore. L’attuale permesso sarebbe scaduto il 15 luglio. La procura indiana, poi, ha accettato il procedimento di arbitrato internazionale presentato dall'Italia. Salvatore Girone, l’altro marò coinvolto nell’inchiesta sull'uccisione dei due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala, nel febbraio 2012, si trova ancora nell’ambasciata italiana a New Delhi.

Prossima udienza il 26 agosto - La procedura per l’arbitrato era stata avviata dall’Italia il 26 giugno scorso. Il sì dell’India, essendo un Paese firmatario della convenzione dell'Onu sul diritto del mare (che all'articolo 287 indica i metodi di soluzione delle dispute), è un atto dovuto. Il rappresentante del governo (“Solicitor General”), Ranjit Kumar, ha specificato che il Paese “parteciperà per dire agli arbitri che la giurisdizione è nostra e non dell'Italia”. Nella prossima udienza, fissata per il 26 agosto, si discuterà della possibile sospensione dei procedimenti chiesta dal nostro Paese e il governo di New Delhi dovrà presentare un rapporto ufficiale sul caso. I tempi per l'arbitrato, comunque, potrebbero essere lunghi: forse tra i due e i quattro anni, considerando che deve essere istituita una Corte internazionale.

Farnesina: "Ora il rientro di Girone" - E pronta è arrivata anche la reazione della Farnesina. "L'Italia si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro in Italia anche del Fuciliere di Marina Salvatore Girone", si legge in una nota.