Sarebbe stato identificato 'Jihadi John', il boia dello Stato islamico apparso in alcuni video che mostravano le decapitazioni di ostaggi occidentali. Lo rivela la Bbc, secondo cui si tratterebbe di Mohammed Emwazi, un cittadino britannico che risiedeva nella zona occidentale di Londra e che era già noto ai servizi di intelligence.

Il tweet della giornalista della Bbc Lucy Manning Emwazi - ribattezzato 'Jihadi John' per via del suo accento britannico - aveva fatto la sua comparsa per la prima volta nell'agosto scorso, nel video in cui lo Stato islamico mostrava la decapitazione del giornalista americano James Foley.
Anche il Washington Post rivela l’identificazione del miliziano e cita amici e familiari che lo avrebbero riconosciuto.
Secondo amici del terrorista, l'uomo arriva da una famiglia agiata dell'ovest di Londra e si sarebbe laureato in informatica. Si pensa che sia arrivato in Siria per unirsi all'Isis nel 2012.
La Casa Bianca "non conferma né smentisce" la notizia. "Il governo degli Usa prosegue le indagini sull'uccisione di cittadini americani da parte dell'Isis. Non commentiamo indagini in corso e perciò non siamo nella posizione di confermare o smentire l'identità di questo individuo", si legge in una nota.

Vescovo: "Uccisi 15 cristiani in Siria, 350 i rapiti" - Intanto l'archimandrita Emanuel Youkhana ha dato la notizia che l'Isis ha ucciso i primi cristiani rapiti in Siria, nel governatorato di Hassake, al confine Nord-orientale con l'Iraq. "Molti di loro - ha detto Youkhana, che lunedì scorso riferì del rapimento - stavano difendendo i loro villaggi e le loro famiglie". Nel villaggio di Tel Hormidz una donna sarebbe stata decapitata, mentre due uomini sarebbero stati uccisi con colpi di arma da fuoco. Per ora non ci sono informazioni circa le esecuzioni subite dalle altre dodici vittime. L'archimandrita Youkhana, inoltre, informa che il numero dei rapiti è salito a circa 350.

Distrutte statue museo Mosul - Fa discutere e indignare anche il nuovo video diffuso dall'Isis che mostra alcuni miliziani mentre distruggono a colpi di ascia e piccone alcune statue del museo di Mosul (FOTO E VIDEO). L'Unesco parla di "un deliberato attacco alla storia e alla cultura millenaria dell'Iraq".