L'Italia entra ufficialmente nel novero delle nazioni nemiche dell'Isis (fotovideo). Nell'edizione mattutina del giornale-radio di al Bayan, l'emittente che trasmette dalla capitale dell'Isis in Iraq, si afferma che Paolo Gentiloni è, "ministro degli esteri dell'Italia crociata". Il responsabile della Farnesina, venerdì 13 febbraio, aveva affermato a Sky TG24 che la presenza jihadista in Libia era una minaccia per l'Italia e che il nostro Paese era pronto a combattere "nel quadro della legalità internazionale".

Radio dell'Isis: "Italia pronta a unirsi a nazioni atee"
- Parole interpretate in questo modo dall'emittente jihadista: "Dopo l'avanzata dei mujahidin in Libia ha detto che l'Italia è pronta a unirsi alla forza guidata dalle Nazioni atee per combattere lo Stato islamico". L'espressione "Nazioni atee" in arabo è un riferimento implicito alle Nazioni Unite: le due espressioni in arabo sono molto simili.

Gentiloni: "Italia in prima linea nella lotta al terrorismo"
- Gentiloni, intanto, intervenendo a un convegno del Pd sulla politica estera ha voluto ribadire che l'Italia nella lotta al terrorismo "è in prima linea". Il terrorismo, ha continuato il ministro, "è una minaccia globale da non sottovalutare. Il nostro Paese già ora nella coalizione anti Daesh (acronimo arabo che indica l'Isis, ndr) è in prima linea sul piano militare, politico e culturale e lo dobbiamo fare - ha aggiunto - nella piena consapevolezza".