Bambini uccisi per vendetta. Uccisi per "far provare ai militari il nostro stesso dolore". E' con queste parole che i talebani hanno rivendicato l'attentato in una scuola militare di Peshawar, nel Pakistan nord-occidentale (FOTO). Una vera e propria strage. Almeno 141 vittime, la maggior parte sotto i 15 anni; oltre 180 feriti, di cui 80 gravi. La carneficina, cominciata intorno alle 11 ora locale, è andata avanti per 7 ore, fino a quando l'esercito è riuscito a riconquistare il controllo dell'edificio. La scuola è abitualmente frequentata da un migliaio di studenti, tra i 10 e 18 anni: per loro è stato un inferno.

141 vittime - Alcuni sono riusciti a fuggire, 132 sono stati uccisi e chi è sopravvissuto ha raccontato di scene raccapriccianti: i terroristi hanno fatto irruzione nelle aule e sparato a caso, rincorrendo gli alunni e stanando quelli rintanati sotto i banchi. Al termine, tutti uccisi i sei uomini del commando, che avevano scalato il muro esterno della struttura e avevano tutti indosso giubbotti esplosivi.

I talebani rivendicano l'attentato - I talebani hanno rivendicato l'attentato come una rappresaglia per l'azione dell'esercito contro le loro roccaforti nel Nord Wazriristan, regione al confine con l'Afghanistan. "Abbiamo scelto con cura la scuola militare per l'attacco perché il governo ha preso di mira le nostre famiglie, e le nostre donne" ha spiegato il portavoce Muhammad Umar Khorasani.

Vendetta talebana su scuola dei figli militari - La scuola Warsak Road, a Peshawar, teatro dell'attentato, fa parte del Sistema di Scuole e College pubblici gestiti dall'esercito pakistano. Una rete che conta 146 istituti in tutto il territorio, frequentata sia da figli degli ufficiali sia dai soldati semplici e spesso sono le mogli dei militari a insegnare all'interno.
Nel corso di anni di guerra al governo centrale, i talebani pachistani, che combattono per rovesciare il governo e instaurare lo stato islamico, hanno colpito di tutto: obiettivi militari, posti di blocco, aeroporti, ma gli attacchi sui civili sono stati molto rari, tanto più contro una scuola; il che sembra indicare la frustrazione e la rabbia per la perdurante azione dell'esercito contro di loro. "E' una tragedia nazionale" ha detto il primo ministro Nawaz Sharif.

La condanna del mondo occidentale -  "Bambini, bambini uccisi, bambini uccisi a scuola. Inconcepibile. Il mondo deve reagire all'orrore" ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi. "E' orribile che dei bambini siano uccisi semplicemente per andare a scuola" sono state le parole del premier britannico David Cameron.

Malala: "Atto atroce e vile"
- A commentare l'attentato anche il premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai, 17 anni, che il 9 ottobre del 2012 ha rischiato di morire proprio perché colpita alla testa da un proiettile sparato da un talebano mentre rientrava a scuola nella Valle di Swat. "E' Un attacco atroce e vile - ha detto la ragazza - sono straziata da questo atto di terrorismo assurdo e spietato".
La condanna dei talebani afghani - Ma a condannare l'attacco nella scuola, a sorpresa, sono anche i talebani afghani, che hanno definito l'attentato un atto "contro l'Islam".