Due navi da guerra americane sono partite alla volta della Libia. La decisione degli Stati Uniti, presentata da una fonte del governo come "misura precauzionale", è arrivata dopo l'attacco al consolato a stelle e strisce di Bengasi in cui sono morti l'ambasciatore Christopher Stevens e tre suoi collaboratori.
Intanto, in Egitto si sono verificate nuove proteste anti Usa dopo quelle esplose nella serata dell’11 settembre legate a un film sulla vita del profeta Maometto ritenuto “blasfemo” e prodotto negli Usa. Negli scontri davanti all’ambasciata americana al Cairo sono rimaste ferite almeno una decina di persone, vittime del fitto lancio di pietre da parte dei manifestanti. Proprio al Cairo, l'11 settembre, era esplosa la violenza contro gli Usa poi dilagata anche in Libia.  E anche in Yemen è stata presa d'assalto l'ambasciata Usa.
Secondo alcune ricostruzioni, però, il film sarebbe solo un pretesto. La concomitanza con l'anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle non può infatti rimanere una semplice coincidenza, né tantomeno l'annuncio 'ufficiale' della morte di Abu al-Libi, il numero due di al Qaeda ucciso in giugno che proprio l'11 settembre Ayman al Zawahiri, il successore di bin Laden, ha deciso di confermare. "L'attacco a Bengasi è sullo stile di quelli di Al Qaeda"  ha sottolineato anche il presidente della commissione di intelligence della Camera, Mike Rogers, in un'intervista alla Cnn.

Tutti gli aggiornamenti:


20.40 Quattro morti in Yemen -
E' di quattro morti il bilancio degli scontri fra polizia e dimostranti durante un secondo tentativo da parte di questi ultimi di prendere d'assalto l'ambasciata americana a Saana nello Yemen. La ha riferito in serata una fonte dei servizi di sicurezza, aggiungendo che "34 persone sono rimaste ferite negli scontri iniziati in mattinata e seguiti fino nella tarda sera".

19.11  Obama: "Nessun atto di terrore resterà impunito" -
"Nessun atto di terrore resterà
impunito. La violenza non scalfira' la determinazione degli americani": lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, in un incontro elettorale in Colorado. Il presidente americano ha ordinato a tutte le branche dell'amministrazione Usa di fare tutto quanto è necessario per proteggere gli americani all'estero e ha chiarito a governi degli altri Paesi "che sono responsabili della vita dei cittadini", statunitensi.

18.51 Putin: "Il mondo arabo sta cadendo nel caos" -
Il mondo arabo "sta cadendo nel caos". E' il commento del presidente russo, Vladimir Putin all'attacco alla missione Usa in Libia e alle proteste in tutto il mondo islamico per il film anti-Maometto. "Temiamo che la regione sta cadendo nel caos, che è quello che sta succedendo ora" ha affermato Putin alla televisione pubblica dalla sua residenza estiva di Sochi. Ieri Putin aveva condannato l'attentato in cui ha perso la vita l'ambasciatore Usa Chris Stevens e altre tre persone. "I colpevoli - ha affermato - non hanno solo superato i confini della legge  ma anche quelli della civiltà contemporanea".

18.34 Condanna dall'Arabia Saudita -
Una condanna del film  'blasfemo' sul profeta Maometto arriva anche dall'Arabia Saudita, che  tuttavia esprime il suo rifiuto anche per le violenze che si sono  verificatein molti paesi arabi. Riad ha espresso la sua "condanna" e  le sue "condoglianze agli Stati Uniti per le vittime del violento  attacco in Libia contro il consolato americano di Bengasi", scrive  l'agenzia ufficiale Spa citando fonti del governo, che hanno definito  "irresponsabile" il gruppo che ha prodotto il film incriminato.

17.41 Cento feriti al Cairo -
Sono più di cento, secondo Al Jazira, 70 secondo il ministero della Salute egiziano, i feriti negli scontri davanti all'ambasciata americana al Cairo tra poliziotti e manifestanti che protestavano per il trailer del film blasfemo su Maometto prodotto in America. Fonti del ministero dell'Interno, citate dal quotidiano al-Ahram, riferiscono che tra i feriti ci sono otto ufficiali e sedici agenti. Le stesse fonti parlano anche di 23 arresti.

16.25 Clinton: “Film disgustoso e riprovevole”
- "Il governo degli Stati Uniti non ha nulla a che vedere con il video" anti-Islam: lo ha detto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in diretta Tv definendo il film "disgustoso e riprovevole".
La violenza non è un modo per onorare una religione, ha aggiunto Clinton, sottolineando che l'America è impegnata al rispetto e alle libertà delle religioni. E' sbagliato - aggiunge Clinton - attaccare i diplomatici perché "attaccare le ambasciate è attaccare l'idea di lavorare insieme".

16.20 Viminale esamina situazione sicurezza dopo attacchi - Nel corso della riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza presieduto dal ministro Annamaria Cancellieri "è stata esaminata la situazione della sicurezza anche sotto il profilo internazionale, a seguito del grave attentato terroristico verificatosi ieri a Bengasi". E' quanto fa sapere il Viminale.

15.30 La Libia annuncia arresto sospetti attentato
- Le autorità libiche hanno annunciato l'arresto di alcuni sospetti nel quadro dell'inchiesta sull'attacco al consolato di Bengasi, costato la vita all'ambasciatore Usa. Lo ha detto all'Afp il viceministro dell'Interno, Wanis al Charef, senza fornire ulteriori dettagli "per non ostacolare lo svolgimento dell'inchiesta" condotta dai ministeri di Interno e Giustizia libici.

14.10 Berlino, polizia: falso l'allarme bomba -
E' un "falso allarme" quello scattato nel consolato Usa di Berlino. Lo ha detto una portavoce della polizia contattato dall'ANSA. Dagli accertamenti sul posto si è stabilito che "non c'è alcuna sostanza pericolosa". Gli agenti hanno effettuato controlli anche su un uomo ritenuto sospetto, che si trova ancora nella struttura, e che sarà lasciato libero. L'allarme è scattato quando un dipendente ha accusato difficoltà respiratorie nel maneggiare alcuni documenti presentati dall'uomo.

14.05 Yemen, nuovo assalto all'ambasciata: un morto -
Uno yemenita è rimasto ucciso e cinque sono stati feriti in seguito ai colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia durante un secondo tentativo da parte dei dimostranti di prendere d'assalto l'ambasciata americana a Saana. La ha detto una fonte dei servizi di sicurezza. I dimostranti, che manifestavano in segno di protesta contro il film su Maometto ritenuto blasfemo, hanno cercato di entrare nell'ambasciata dall'ingresso nord dell'edificio dopo essere stati dispersi dalla polizia questa mattina.

14.01 Un uomo fermato a Berlino
- Un uomo sospetto sarebbe stato trattenuto all'interno del Consolato Usa di Berlino, dove tre persone hanno accusato difficoltà respiratorie dopo essere venute in contatto con una sostanza sospetta. L'uomo, forse di origine albanese, avrebbe consegnato il suo passaporto al punto di controllo. Aperto il documento, un dipendente avrebbe accusato un malore alle vie respiratorie. E così pure altre due persone sul posto. 

13.50 Conclusa senza incidenti manifestazione anti-Usa in Iran - Si è conclusa senza incidenti ed è durata circa un'ora e mezza la manifestazione contro il film anti-islamico organizzata da un'associazione studentesca iraniana davanti all'ambasciata svizzera a Teheran che rappresenta gli interessi statunitensi in Iran. Alla protesta hanno partecipato 400-500 persone che hanno inneggiato "abbasso gli Usa", "abbasso Israele", "Allah è grande" seguendo oratori che si sono alternati sul tettuccio di un pickup dotato di quattro altoparlanti. 

13.30 Berlino, analisi su filmati telecamere sorveglianza
- "Prendiamo molto sul serio questo incidente", ha detto un portavoce della rappresentanza secondo quanto riferisce il quotidiano tedesco Bild. In molti hanno sono dovuti ricorrere alle cure mediche lamentando problemi alle vie respiratorie, e un dipendente è stato ricoverato in ospedale. Sul posto sono accorsi esperti in grado di verificare se sia stata lanciata qualche sostanza inquinante. Sotto osservazione è il filmato di una telecamera di sorveglianza che riprende l'atteggiamento sospetto tenuto nell'ufficio passaporti da un uomo arrivato alle 11 e che potrebbe trovarsi ancora all'interno della rappresentanza.

13.11 Evacuato consolato Usa a Berlino - Il consolato Usa a Berlino è stato parzialmente evacuato a cusa di un plico postale sospetto. Secondo i vigili del fuoco tre uomini hanno avvertito difficoltà respiratorie dopo aver aperto il plico, nel quale era contenuta una sostanza sospetta.

13.00 Santa Sede condanna attacco a Bengasi - "Il gravissimo attentato organizzato contro la rappresentanza diplomatica statunitense in Libia, con l'uccisione dello stesso Ambasciatore e di altri funzionari, merita la piu' ferma condanna da parte della Santa Sede". Lo afferma il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi. "Nulla può infatti giustificare - sottolinea - l'attività delle organizzazioni terroristiche e la violenza omicida".

12.30 Attacco Bengasi, la Libia apre un'inchiesta indipendente
- Le autorità libiche hanno annunciato l'istituzione di una "commissione indipendente" d'inchiesta sul sanguinoso attentato contro il consolato Usa di Bengasi, costato la vita fra gli altri all'ambasciatore Chris Stevens e dietro il quale si sospetta un coinvolgimento di Al Qaeda. L'iniziativa è stata confermata dall'alto commissario per la sicurezza del ministero dell'Interno, Abdelmonem al-Horr. La Casa Bianca ha già annunciato da Washington di aver dato mandato a Cia ed Fbi di indagare sull'accaduto "in coordinamento" con le forze di sicurezza locali.

12.20 Washington: "Nessuna vittima in Yemen" -
Non ci sarebbe nessuna vittima nell'assalto all'ambasciata americana a Sanaa scatenato dalle proteste contro il film su Maometto ritenuto blasfemo. Lo fa sapere l'ambasciata dello Yemen a Washington. In un comunicato, l'ambasciata sottolinea come il governo yemenita condanni l'assalto alla sede diplomatica americana, aggiungendo che le forze di sicurezza dispiegate a protezione dell'ambasciata hanno ristabilito l'ordine. "Fortunatamente, non c'è alcuna vittima. Il governo dello Yemen - si legge - rispetterà gli obblighi internazionali per assicurare la sicurezza dei diplomatici e rafforzerà la protezione attorno a tutte le rappresentanze straniere nel Paese".

12.00 Yemen, testimoni: "Ucciso un manifestante" -
Un manifestante sarebbe  rimasto ucciso e decine feriti negli scontri con le forze di sicurezza yemenite avvenuti all'interno e nei pressi dell'ambasciata Usa a  Sanaa. Lo hanno riferito alcuni testimoni, citati dall'agenzia  d'informazione 'Xinhua'. "L'edificio principale dell'ambasciata Usa è ancora ben protetto dalle forze di sicurezza americane e yemenite, ma alcuni manifestanti sono riusciti ad arrampicarsi sulla mura esterne dell'edificio", ha dichiarato una fonte del ministero dell'Interno. "La situazione ora è sotto controllo e tutte le strade che portano all'ambasciata sono state chiuse", ha aggiunto.

11.00 Morsi: "Faremo di tutto per proteggere stranieri" -
L'Egitto farà tutto il possibile per proteggere visitatori, turisti e diplomatici da atti di violenza illegali, ma allo stesso tempo condanna con fermezza le provocazioni anti islam. Lo ha detto il presidente egiziano Mohamed Morsi dopo l'incontro avuto con il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso.

10.45 Folla assalta ambasciata Usa in Yemen -
Una folla di manifestanti ha assaltato l'ambasciata americana a Sanaa, in Yemen. La polizia ha sparato colpi in aria per disperdere la folla.

10.30 Morsi: "Maometto linea rossa intoccabile" - Il Profeta è "una linea rossa che nessuno deve toccare". E' quanto afferma il presidente egiziano, Mohamed Morsi, in una dichiarazione diffusa dall'agenzia Mena sul film che ha scatenato le proteste in Egitto e Libia. Il Profeta è "una linea rossa per tutti i musulmani e respingiamo ogni attacco", ha detto.

10.10 Morsi a Obama: "Prendi misure dissuasive" -
Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha chiesto al presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama di "prendere misure dissuasive contro chi cerca di demolire le relazioni con gli Usa". Morsi ha anche espresso le condoglianze per l'uccisione dell'ambasciatore americano in
Libia parlando alla Tv di Stato egiziana. Riferendosi alle "misure dissuasive" ha fatto riferimento a padre Terry Jones, sottolineando che "è la stessa persona che ha cercato di bruciare il corano e ora cerca di offendere il profeta". "Noi non aggrediamo nessuno e non accettiamo nessuna aggressione contro i nostri principi sacri".

9.45 Almeno 13 feriti negli scontri al Cairo -
E' di almeno 13 feriti il  bilancio degli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza vicino  alla sede dell'ambasciata Usa al Cairo. Lo ha riferito la Tv di Stato egiziana, citando il ministero della Salute.

9.00 Obama telefona ai leade di Egitto e Libia - Il presidente americano Barack Obama ha telefonato ai leader di Libia e Egitto per discutere con loro di cooperazione nel campo della sicurezza dopo il sanguinoso attacco di Bengasi e le manifestazioni del Cairo contro l'ambasciata. Obama ha chiesto alla Libia di collaborare con Washington perché vengano arrestati e assicurati alla giustizia gli assassini dell'ambasciatore americano Chris Stevens e degli altri tre cittadini americani uccisi a Bengasi ed ha insistito perché l'Egitto rispetti i suoi impegni in materia di protezione delle rappresentanze americani e dei loro dipendenti.

8.40 Nuovi scontri al Cairo davanti ambasciata Usa - Nuovi scontri tra dimostranti e forze di sicurezza egiziane si registrano vicino alla sede dell'ambasciata Usa al Cairo. Lo ha riferito il sito web del quotidiano 'Ahram', secondo cui prosegue la protesta di  circa 200 dimostranti contro il film ritenuto "blasfemo" su Maometto The  Innocence of Muslims. Secondo 'Ahram', alcuni dei dimostranti hanno lanciato delle bombe carta contro le forze di sicurezza che hanno risposto con i lacrimogeni per  disperdere la folla.

7.27 Due navi da guerra Usa in viaggio verso la Libia - Due navi da guerra americane sono  partite alla volta della Libia. La decisione degli Stati Uniti, presentata da una fonte del governo come "misura precauzionale". Le iniziative militari prese da Washington, ha detto il portavoce del Pentagono, George Little, senza riferirsi in modo specifico alle navi, sono "non soltanto logiche, date le circostanze" ma anche "improntate a prudenza".

3.30 Obama: "Non dobbiamo mollare" -
In un incontro elettorale a Las Vegas, Obama ha detto: "Oggi è stata una giornata dura. A volte le cose sono molto dure ma se noi siamo risoluti, non molliamo, non diventiamo cinici, ma continuiamo ad essere realistici su come siano duri i cambiamenti, sempre mantenendo però un senso degli ideali e un senso di proposta, alla fine nel tempo qualcosa di buono accadrà”.