Il presidente americano Barack Obama rivolge al presidente Bashar al Assad l'ennesimo monito, ribadendo che si deve dimettere ma che non prevede per lui un'uscita "morbida". E torna a parlare di armi chimiche.
"Finora non ho dato l'ordine di intervenire militarmente - ha detto Obama - ma se ci accorgessimo del dispiegamento e dell'utilizzo di armi chimiche, ciò cambierebbe i miei calcoli. Questa è la linea rossa che non va superata".

Si combatte a Damasco e nella regione di Daraa - Le forze siriane intanto si sono accanite su alcuni quartieri di Damasco, sui suoi sobborghi e su Herak, località della regione meridionale di Daraa al confine con la Giordania. Un colpo di artiglieria dell'esercito domenica 19 agosto è finito su un'abitazione civile in territorio hascemita causando il ferimento di una bimba giordana e l'immediata protesta di Amman. Nella regione di Daraa erano state uccise 51 persone secondo il bilancio dei Comitati di coordinamento locale, che hanno denunciato l'uccisione di altre 44 persone a Herak. Qui - secondo l'agenzia ufficiale Sana - l'esercito del regime avrebbe ucciso due "pericolosi terroristi".
E a Damasco, residenti del quartiere Qabun hanno denunciato un nuovo "massacro" ai danni di una dozzina di civili, tra cui due bambini. I testimoni hanno filmato i corpi senza vita e immersi nel sangue, e hanno pubblicato su Internet due video, la cui autenticità non può essere verificata in modo indipendente.

Una safer zone tra la frontiera siriana e turca  - Sul fronte diplomatico, fa parlare di sé il progetto avanzato dal ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu di creare una "safe zone". In altre parole, una zona di sicurezza a ridosso della frontiera turca che Ankara ha proposto di creare per dare un rifugio sicuro - protetto da una non meglio precisata forza militare - a decine di migliaia di profughi in fuga dalla regione di Aleppo, dove da un mese esercito e ribelli si danno battaglia.
Davutoglu ha avvertito che la Turchia non potrà ospitare più di 100mila profughi siriani e che quindi c'è bisogno di trovare una 'luogo alternativo' vicino al conflitto. Ma di questo si discuterà solo tra dieci giorni al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Media russi: il fratello di Assad sarebbe morto il 18 luglio scorso - E mentre rimane circondata da mistero la sorte del vice presidente siriano Faruq al Sharaa - secondo numerosi fonti agli arresti domiciliari dopo il suo tentativo di defezione - i media russi hanno riferito del rientro a Damasco della salma di un alto responsabile militare siriano morto in un ospedale di Mosca. Gli osservatori hanno subito pensato a Maher al Assad, fratello del presidente Bashar al Assad e capo della Guardia repubblicana, gravemente ferito in un attentato dinamitardo a Damasco. Ma l'agenzia Sana ha immediatamente smentito la morte di questo "alto responsabile militare" accusando alcuni media di condurre "una guerra psicologica".