Si è rivelato falso l'allarme-bomba che nelle prime ore di giovedì 16 agosto ha costretto a un atterraggio precauzionale di emergenza in Islanda un Airbus A330 della compagnia russa Aeroflot in volo fra New York e Mosca.
"Il velivolo è stato accuratamente controllato e nulla è stato trovato", ha dichiarato all'agenzia Reuters un portavoce del dipartimento della Protezione Civile islandese, escludendo il rinvenimento di qualsiasi traccia di esplosivo.
L'allarme - secondo quanto riferito da una portavoce dell'Aeroflot a Mosca - era scattato sulla base di una telefonata anonima mentre l'aereo - decollato dall'aeroporto Jfk e diretto a Sheremietevo, il principale scalo di Mosca - era già in volo. Di qui la decisione del pilota di procedere a un atterraggio di sicurezza, avvenuto senza intoppi in Islanda e seguito dai controlli della polizia e degli artificieri dopo l'immediato sbarco di passeggeri ed equipaggio.

Due attentati terroristici suicidi - attribuiti a donne legate ai ribelli islamici attivi in Cecenia e in altre regioni del Caucaso russo nell'ambito di un'ondata di eccidi - avvennero nel 2004 a bordo di altrettanti aerei delle linee interne russe, fatti esplodere quasi simultaneamente in volo con un bilancio di circa 90 morti complessivi. Più di recente, nel gennaio 2011, un altro attacco suicida è costato invece la vita a 37 persone all'interno dell'aeroporto moscovita di Domodiedovo.